lunedì 9 novembre 2009

Parole


Odi fiumi di sillabe ogni dì suadenti
Parole sublimi incatenate
in bocche attraenti
Suoni vocali blasfemi intrecciati
in bocche ribelli
Odi in silenzio
Sussurri di mille parole
Le parole non dette
Nell’aria vagheggiano
Le parole espresse
Hanno un amaro suono
Le parole presenti
Tra due cuori inermi
Voluttà ed estasi
Che parlano nei gesti
Le parole d’amore
Dette e non dette
Che brillano in fondo agli occhi
Sostano sospese
Nell’abbraccio dolcissimo
Dell’infinito amore
Non c’è bisogno di parole
Nell’ascolto armonioso
Dell’ eco d’amore
Nella voce del mare d'inverno
Sussurro di poesia
Versi suadenti
Oltre la spuma travolgente
si gettano le parole mute
insieme alle onde irruenti

Miriam
22 dicembre 2008



mercoledì 4 novembre 2009

Le cose che avrei dovuto imparare nella vita......VORREI




  • Che ci vogliono anni per costruire un'esistenza degna ed un attimo per distruggerla

  • Che ogni uomo è tuo fratello per te, ma tu non sei la sorella di nessuno


  • Che quando la terra odora di bagnato il suo profumo inebria il corpo e l'ami con tutta te stessa


  • Quando sei difronte al mare ti spogli della tua immagine e sei nuda davanti all'infinito


  • Parlare troppo stanca chi ti ascolta, ma tu non sai fermarti


  • Lascia che il tuo interlocutore possa guardarti negli occhi e vederti come sei.


  • Conta fino a dieci prima di agire, ma per quanto ti impegni non ci riesci, cerca almeno di arrivare a dopo il cinque.


  • Ascolta il battito del cuore prima di donarti agli altri e cerca di non dargli sempre l'acceleratore


  • L'uomo non è cattivo, è solo superficiale.


  • Che non sempre colui che credi sia il nemico si rivela poi veramente tale.


  • L'amicizia non sempre è disinteressata, talvolta è così palese ma tu non sai o non vuoi accorgertene


  • Vivi la tua vita come vuoi non ce ne sarà un'altra.


  • Ama la tua terra, baciala ogni volta che apri gli occhi, ma non farne uno spettacolo stucchevole


  • Lascia che siano gli altri ad attaccarti, lasciali fare, non aver paura, non ti annienteranno


  • Esprimi sempre con sincerità ciò che hai nel cuore, non ti vergognare di nulla


  • Non cercare di aggirare gli ostacoli nella vita , prima o poi si ripresenteranno.


  • La vita di ogni uomo ha un valore inestimabile, anche quella di colui che credi sia il tuo nemico


  • Quando sei agitata , siediti ed aspetta, guardati dentro, gli spiriti si placheranno


  • Quando qualcuno ti manca e sai dove trovarlo cercalo, lascia perdere l'orgoglio


  • Non rimandare a domani quello che potresti fare oggi ,domani non potrebbe più esserci


  • Non pensare alla morte come alla fine di tutto, non è possibile che la vita finisca con l'ultimo respiro


  • Ci vuole un attimo per innamorarti ma un tempo infinitamente lungo per dimenticare


  • Scegli sempre ciò che ti piace non lasciare che gli altri decidano per te


  • Guarda sempre gli occhi di un uomo, osservali e leggi dentro, fidati del tuo intuito, gli occhi parlano più dei suoni vocali.
  • Pensa prima di "sparare" sentenze, potrebbero essere completamente sbagliate


  • Un rapporto empatico è il massimo per la donna che ama il suo uomo, non lasciare che lo faccia qualcun'altra


  • Sorridi sempre anche nelle difficoltà le supererai più in fretta di quanto credi.


  • Vai sempre dove ti dice di andare il tuo cuore, ma attenta a dove metti i piedi, la strada è tortuosa


  • Lascia che qualcuno accarezzi ciò che di te meno apprezzi


  • Non giocare con le fiamme alte, il fuoco brucia e lascia le cicatrici


  • Quando ricerchi l'anestetico per alleviare le sofferenze del cuore non dimenticare che hai tanti amici che ti amano


  • Anche quando si soffre la vita va amata, non lo capisci ora, ma soffri proprio perchè sei viva, vitale.


  • Nonostante tutto la vita è un'avventura meravigliosa.


  • Non dire mai a nessuno, meno che mai ad un bambino, che i sogni non esistono, uccideresti la voglia di vivere e di sognare


  • Non cercare di fermare il fiume di lacrime che ti inonda il viso, sfogati , il pianto ti libera.


  • Non cercare le verità nei manuali, il tuo caso non è mai come quello degli altri.


  • Se menti per far felice qualcuno non sentire poi i sensi di colpa.


  • Quando senti il cuore che palpita sei innamorata anche se non lo vuoi ammettere.


  • Non sempre quello che pensi sono verità, al momento sono solo le tue, potrebbero essercene altre, cercale.


  • Sii sempre te stessa, anche quando gli altri ti "pugnalano" alle spalle.


  • Ama, ama con tutta te stessa ...anche i nemici ...sarà la tua "vendetta"


  • Non stancarti di cercare la giustizia, il solo fatto che la ricerchi spasmodicamente significa che c'è ed è importante cercare di farla trionfare.



Vorrei....
Vorrei essere libera come l'aria
che si espande dappertutto
e tocca tutte le essenze del mondo
libera come un gabbiano
che guida i suoi voli
e poi si riposa sulle acque terse
libera come i pensieri
senza logica apparente
incontrollabili meandri mentali
libera come le onde del mare
che si infrangono a riva
in un concerto senza fine
vorrei essere libera
di andare verso l'infinito
a raccogliere il senso della vita...
per inebriarlo nelle mie stanze vuote...


domenica 1 novembre 2009

Tutto è flebile




Tutto è flebile
come i rumori delle tenebre
Nel silenzio una musica
Mette a nudo la mia anima
Mi induce.
Mi sostiene.
Mi spinge.
Dal freddo metallizzato
nello spazio annullato
Una Voce. La sua.
Evocata.
Temuta.
Aspettata.
Rimandata.
Un'emozione bloccata dentro
senza voce
come un concerto di mille violini
muti
odo nel filo lontano del tempo
Come la pioggia che batte forte il selciato
Ogni parola
Un battito.Un brivido
Un suono. Un accento
Bagliori di parole si accendono
come le stelle perennemente
nel firmamento
inondano di straordinari incanti
senza interferenze
non so da dove
non so da quando....
l'orizzonte lontano appare

mercoledì 28 ottobre 2009

Nei tuoi occhi


Mi guardo nei tuoi occhi
Specchio.
I pensieri dentro
mi inebriano di senso
Lasciami andare
navigare
sulle rotte fatiscenti
del mio passato
approdo
tra le tempeste di passioni
virulente
scheggiate dalle delusioni
Rimiro
le spiagge degli attimi fuggenti
raccolti
insieme a te
nei baci emozionanti
nei respiri affannosi
tra gli occhi, i pianti
Un momento.Un'eternità
E la vista
del faro
nel mare in burrasca
goccia d'immenso
graffito di luce
accende i colori
Lasciami annegare
Dentro di te
Nei tuoi occhi
Nei tuoi pensieri
Mi disperdo nell'infinito
Nei tuoi occhi
Annaspo
La libertà
nell'orizzonte perduto
che cerco nei tuoi occhi
come un'eterna ragazzina

Il tempo. Lo spazio.

Il Mondo
Leggo

Nei tuoi occhi



Maggio 2007







lunedì 26 ottobre 2009

Amicizia...(nuovi mondi lontani, ma così vicini)



Quando il mare dell’anima è in tempesta
Il sole dell’amicizia rimargina
Le ferite
Analgesico immediato
Idea profonda
Ti invade..
E sogni.
Cieli lontani
Monti verdeggianti
Distese fiorite
E ti annulli.
Nelle distanze spaziali
Nel tempo che si ferma
Il tutto e il niente
Sorvola la mente
Occhi senza vista
Li senti.
Voli di pensiero. Reali.
Li afferri.
Nelle parole di amici
Del non luogo.
Web amico.
Affetto. Solidarietà.
Ascolto.
Mondo lontano.
Eppure così vicino.


Grazie a tutti voi. Vi voglio bene!

Miriam




venerdì 23 ottobre 2009

Ibridazione






Il brano del grande Fabrizio è emblematico...e fortemente attuale.
Cosa è cambiato nella nostra società da quando De Andè scrisse questo testo?


Qualcosa è cambiato ....ma in peggio.

Oggi sappiamo,o almeno intuiamo, perchè fu fatto fuori Paolo Borsellino .


Il cosiddetto Papello è saltato fuori, facendo emergere i contatti, sempre sospettati, tra Stato ed Antistato.

De Andrè era un Poeta... e solo i poeti sanno vedere meglio di noi.


Ascoltando i suoi brani e questo del video in particolare e poi leggendo gli sviluppi odierni sulle stragi mafiose ... ed ancora leggere e sentire i vergognosi attacchi alla giustizia ed alla magistratura in questi giorni ... sono usciti fuori questi modestissimi versi che mi va di condividere con voi. Grazie dell'attenzione!

IBRIDAZIONE

E noi che viviamo del nostro lavoro

a noi che vorremmo cambiare il mondo

cosa altro ci rimane da fare?

Come, come potremmo stare in silenzio

con le bocche cucite

davanti al teatro lugubre

dei corvi che si ibridano

ed insieme succhiano il sangue del popolo?

Il seme malvagio

si è conficcato nella terra nuda

e germoglia dal profondo

frutti marci zeppi di vermi

che alla luce indossano il vestito della festa

mentre bevono da calici eleganti

il sangue vermiglio dei morti ammazzati

dei martiri che sono degli eroi

per noi, il cielo sopra le nostre teste

Giovanni, Paolo, Peppino,Ninni e gli altri

Il potere ha il volto dei KALASHNIKOV

del TRITOLO dei mandanti distruttivo

disintegra le voci limpide

spezza le ali ed interrompe la musica

spegne il sole e non lava con la pioggia

il fango

strappa con violenza acuta, bestiale

giustizia, libertà e dignità

E ... noi come potremmo stare a guardare?

Miriam


mercoledì 21 ottobre 2009

Danze autunnali


Come le rondini d’autunno si spingono
volteggiando nei firmamenti malinconici
ricercano la nuova rotta

Come le foglie d’autunno danzano
al debole soffio del vento
avvolgendosi quiete sul letto della fine

Come le onde d’autunno si susseguono
schiumando leste a gonfiare il mare
colpendo con violenza la riva

quando l’autunno s’affaccia all’orizzonte
dell’altrui genti a domandar il computo
mesto rimembrar gli eventi primaverili

così di quel che fu nei momenti di correnti passionali
volteggi di pensieri nei cieli della mente
ridestano nostalgici momenti perduti

E come il vento d’autunno melanconico
Bussa alle porte delle case sospese
Il pensiero riecheggia in mille rivoli di nebbie

E…arriva oltre i mari e le montagne
a portar seco colori smunti
Di ciò ch' io non vedo e mi commuove
di un ricordo sbiadito che contorce il cuore
Che danza in questo teatro autunnale
rito perenne di magici sospiri errabondi

Ottobre 2007




giovedì 15 ottobre 2009

BRIVIDO CALDO




Un brivido caldo
invade il mio cuore
L’orizzonte un miraggio inafferrabile
Il tempo si è fermato
le ultime gocce di pioggia
hanno bagnato i miei capelli
E poi il mio viso bianco ,diafano
Terso dall’acqua gelida
Uggiosa l’aria mi entra dentro immobile
E non ti doma mio brivido nuovo
Ti sento nel corpo
Sei nato dal nulla , dal fato beffardo

Brivido caldo
Mi sconvolgi la mente
bruci le stoppie di questo
folle amore nato da un battito d’ali
Inatteso, venuto dal mondo irreale
E mentre ti perdi nel mio io alterato
Sorrido, finalmente sei quieto
Ma l’alchimia inarrestabile
Riemerge dal fondo


Brivido caldo
M’increspi i pensieri
Un tappeto di petali di rose
Ricopre il filo della mente col cuore
Tu, Specchio di magie d’amore
Hai colorato senza parole
I miei giorni di passione
Lungo il solco profondo dell’anima
L’amore senza occhi
Ha bussato alla mia porta
Nelle notti senza fine, nei luoghi senza spazio
Odo il tuo richiamo
In questo brivido d’amore
Senza confini vissuto nel riflesso divino






domenica 11 ottobre 2009

PENSIERI


Galoppano lesti i miei pensieri
sfuggono al razionale discorso
animano trafelati rigetti di ragione
in rassegna eterne chimere
attraversano agili gli azzurri cieli infiniti
navigano quieti tra le onde degli immensi oceani
volano in un batter d’ali sconfinate distese lussureggianti
ubicate ai confini della Terra immersa nel kósmos

Pensieri senza tempo nel perenne scroscio vitale
s’avviano sinuosi alla soglia d’uscita
l’incontro sfuggente con gli altri pensieri
Festa terrena abbraccio profondo
miraggio celato d’incontro corrente
nei solchi profondi sterrati dall’umana ragione
oltre le fantastiche siepi fiorenti
Vibrano stanche le corde del vecchio violino

Pensieri profondi immersi nel vento caldo del sogno
nel mio mare d’inverno
bagnati dall’acqua fresca che sento baciare sulle labbra di ghiaccio
nel risveglio laconico di questo maledetto cuore
che soffre pensieri d’amore



lunedì 5 ottobre 2009

Il sorriso di un bambino


Un bambino che sorride
è una gioia incredibile per il cuore
un mondo di emozioni
si spalanca davanti agli occhi
note elevate si gettano nel vuoto
pur nel silenzio vanesio
Il sorriso di un bambino
è eterno
anche se dura solo un istante
è luce abbagliante
è un faro che si staglia nella notte oscura
è radioso
come il viso di chi è innamorato
Il sorriso di un bambino
è dolce come la nutella con il pane fresco
che gli impasticcia il mento
facciamoli sorridere i bambini
ci colorano questo mondo
con lo stupore innocente
dei loro occhi limpidi e cristallini
come arcobaleni dopo le tempeste





venerdì 25 settembre 2009

NOTTURNO

Capri -Notturno a Marina grande


E l’ora giunge, attese le tenebre
Vibrano i pensieri nell’incanto notturno
Si scagliano nell’immenso colore plumbeo
Portano via gli ultimi strascichi d’affanni
Il buio entra da tutte le fessure evocato
Incontrollabile il mio richiamo
Non c’è più luce diurna
Velato il fulgido tempo notturno
Nelle chete luminose tenebre
Che abbracciano materne
Riflessi di uno strascico vitale
Delle ore andate via insieme con un altro sole di vita
Pieno, stracolmo, traboccante d’essenze
Che mai più ritorneranno
La mente riposa sulle ombre della notte brumosa
riflessa in milioni di giochi di luci e di stelle
Accartoccia fugace gli ultimi cortei d’inquietudine
Non resta oramai che solo il rimembrar
Veli di sottili nostalgie
Nell’attesa dell’incessante rifiorire
Del riverbero luminoso di un nuovo crepuscolo mattutino.

28 settembre 2001

domenica 6 settembre 2009

SETTEMBRE



Settembre d'oro incanto perenne
nel manto avvolgente
ultimo raggio trasluce l'orizzonte
silente e tremolante l'estate
s'allontana nel brivido dei sogni
tra i nostri sguardi profondi e persi
incanto legato con forza alla terra
istanti di vita dell'erba ancora verde
accarezzata dal soffio del vento
tenero respiro di pace diurna
smorta nell'abbraccio del cielo
dalle nubi terse che si fondano alle tenebre
oscurando i nostri pensieri

Settembre nel dolce garrito
delle rondini che volteggiano libere
per le ultime danze a baciare il cielo
all'ombra dei nidi smorti vuoto che incombe
s'infiltra nelle nostre case di pietra
ancora accaldate dal sole di agosto
in attesa del freddo dal cemento nel cuore

Settembre nei dolci colori
d'oro sbiadito di foglie
che gocciano dalle braccia ramate e sinuose
tese nel vuoto insieme ai nostri volti
bramosi delle ultime essenze roventi
travasi di gelo a venire
sussurra la voce del vento stasera


Settembre sulle onde marine
le ultime vele navigano lente
verso la spiaggia deserta
abitata dalla moltitudine di orme
testimonianze del passaggio degli uomini
nel brulichio delle onde
i nostri pensieri, i nostri sogni, le nostre lacrime
affidati con slancio alle acque del mare
scrigno sicuro custode fedele
diario estivo di infinite pagine imbrattate
con gli occhi fissi nel lento ondulare del mare
tesoriere giocondo in spuma biancheggiante
ritroveremo intatte le nostre chimere


lunedì 10 agosto 2009

Notte di San Lorenzo


Notte magica, linguaggio degli occhi
velati, rimossi i desideri ritornano
speranze in aria nel falò fiammeggiante
danzano balli suadenti dell'umana gente
nella notte più calda ornata di silenzio
Comete celesti sorridono dal plumbeo letto
asciugano le lacrime amare nella speme gioiosa
ed i cuori di ghiaccio nei sospiri si sciolgono
i pensieri volteggiano come gabbiani
in cerca di chi ci vive dentro la notte
San Lorenzo nella tua notte che pulsa
e porta i sospiri nell'infinito
m'addormento lentamente
nell'abbaglio struggente
dell'ultima stella cadente

x agosto 2003

martedì 4 agosto 2009

Autoritratto



Dentro il tramonto sfuocato
e di ghiaccio talvolta
l’allodola svolazza,volteggia,
sorvola
dopo vagabondaggi e peripezie
pur senz’ali si ritrova sotto il salice
all’angolo offre riposo
avvolge con i suoi rami sospesi
la casa la vedi, la tocchi
la brami eppur ti sembra lontana
Uscire vuoi dal guscio stretto da troppe stagioni
in letargo perenne il tuo cuore
scuoti l’elmo cucitoti addosso
apri il cuore alla vita accettata di slancio
hai dato tutto quel che riuscivi
che avevi là…. dentro
con amore e con sdegno
viandante nei sentieri della vita
hai cercato di prendere
afferrato aggressiva l’offuscato spiraglio di sole
or ora ti chiedi cosa ci sia al di là del fossato
eppure ti lasci stringere nell’abbraccio che odi


19-o8-2002

domenica 26 luglio 2009

Una nuova alba


Scruto l'orizzonte
ultimo chiarore di luna
e penso alle vite degli uomini
quante incognite
quante tristezze
quante insicurezze
adombrano nel cosmo infinito
ballando e danzando
in miliardi di vite baciate e soffocate
da te o luna intrigante
che ti appresti a salutare il sole
Sorge una nuova alba
mistero antico dell'essenza vitale
il futuro è sempre lì
dietro l'ultima stella
che si dilegua dietro la fioca luce dell'aurora
Esplodi di luce riflessa dal superbo sole
nuova alba dorata di vita futura
illumina di amore e di pace
ogni cuore terreno

lunedì 20 luglio 2009

L'assurdo del mondo (appello per Niki)

Ciao a tutti !

Come alcuni sanno oltre a questo blog ce ne è un altro del tutto diverso, si parla di politica e si tenta di analizzare la società.


Orbene, sull'altro di politica, accessibile dal profilo, c'è un appello di una mamma verso le istituzioni per tentare di stabilire una verità e un pò di giustizia sulla tragica storia di suo figlio.


Vi invito, se volete, a leggerlo e ad agire con una e-mail al Ministro di Grazia e Giustizia.


Ho sempre tenuto separati i miei blog, quello dei miei pensieri e quello delle mie idee sulla società e sulla politica, ho anche lettori più o meno diversi tra i due blog, ma questo appello è un caso differente e non c'entra con le idee politiche, per questo faccio questa richiesta, a voi che siete personae sensibili , che amate scrivere e leggere dei meandri infiniti, splendidi e malinconici dell'animo umano.

GRAZIE!


Qui il link di Ornella, madre di Niki




Per ogni lacrima versata
per ogni dolore infinito
per ogni cuore squarciato
forse c'è dietro
l'assurdo del mondo
nel vento impetuoso
che spezza le ali
ai dolci e liberi
gabbiani in volo
verso l'orizzonte della vita!
Miriam



Nel buio mi ritrovo
senza aria a respirare
gli attimi sono solo spazi
in cui nessuna cosa riempie.
Ognuno sbaglia
e gli errori come pioggia ritornano alla terra.
Su teste senza ombrello
che l'acqua fredda bagna.
La mia pena è l'inverno
la mia vita che non scorre
tutto fermo nella pioggia che scende
ma quest'acqua non riesce a lavare.
Fredde le sbarre
che rallentano il giorno
gelo nel cuore di taluni
che riempiono la loro indifferenza.
Ogni cosa è accaduta
il tempo non è un cerchio
la strada è in salita
e fino in fondo la sudo.
Maddalena ricorda
ma molti non hanno memoria
servono devoti il loro messia
che solo a lui doni il discernere.
La volontà si schermisce
sotto veli di potere e obbedienza.
Del resto la guerra è fatta da soldati
e nessuno si domanda se chi uccide è un assassino.

mercoledì 15 luglio 2009

Ascolta (uomo del mio tempo)



Uomo del mio tempo
sei lo stesso uomo di Quasimodo?
Sei sempre quello della pietra e della fionda?
Ascolta in questo tempo
parole che escono
da bocche bugiarde
che gridano di combattere per la pace
mandano i fratelli a morire
non più nascosti dietro ai carri di fuoco
missioni di pace, scoppio di granata
inonda di rosso vermiglio
le zolle martoriate.
Fingi di ascoltare e ti commuovi per
i pianti delle madri nelle case sconfitte


Ascolta uomo del mio tempo
la tua scienza umana
il progresso tecnologico
e la STORIA
cosa ti hanno insegnato?


Ogni uomo non è tuo fratello
tu guardi il colore della sua pelle
la forma dei suoi occhi
non vedi cosa fa di giusto o di sbagliato
tu guardi di lui la sua nascita
chi è, da dove viene
lo rimandi al suo destino
e non ti importa
se avrà il pane per sfamarsi
o se l'attende il peggior fato
Ascolta uomo del mio tempo
quanti morti ancora in conto
quanti uomini ancora ai margini
prima che la guerra
prima che il razzismo
ti facciano schifo?

venerdì 10 luglio 2009

Mattino inquieto


Mattino...inquieto
La luce fioca di questa mattina
avvolge le mie ripide istanze
rivedendo le pellicole del dì fluito
una danza di burattini ondeggia nel vento
immagini sfuocate si allontanano.
Oggi è un altro giorno
l’avventura della vita continua
confronto con se stessi
confronto con la gente
fiumi di parole vuote e inutili
scolpiscono questo tempo
come fango invadono i solchi dello spirito
lasciando ritagli obsoleti che continuano ad alterarsi
si intrecciano come sottili fili di paglia
illuminati dalla fioca luce del mattino
vanno a fondo scandagliano i bassi anfratti
si perdono nei cori sguaiati delle voci di dentro
grida stridule escono dai ranghi del tempo infinito

Mattino inquieto

sabato 4 luglio 2009

PAESE MIO



Questo sole scialbo
Rischiara il giorno
Cose sconosciute
Si illuminano intorno.
Sembrano anni
Che ti ho lasciato

PAESE MIO

Appena ieri
Ti ho abbandonato
Ti rivedo tutto
Nella pellicola della mente
Il cuore gonfio di tradimento
Dalle tue braccia sono migrato
Come gli uccelli
In cerca di cibo
Dal magro nido
Sono volato
Sol per lavorare
Me ne sono andato
Su nuove strade
Or cammino
Nostalgia nel cuore
Per casa mia

PAESE MIO

Or rimembro quanto ti ho amato
Il mio cuore ti ho dato
Mai smetto di pensarti
Tu sei sempre nei miei occhi

PAESE MIO

Ti ho lasciato
Solamente con il mio corpo.
Non so quando potrò
cullarmi di nuovo nel tuo seno
Nel mio cuore lascerò questo muto dialogo
e penserò ardentemente
ad Ulisse e alla sua amata Itaca

Questo testo risale a ben 15 anni fa, era il 1994. Il fenomeno dell'immigrazione si faceva sentire anche nei paesi del sud. Si sentiva il bisogno prepotente di integrazione. Il comune del paese dove lavoravo pose in essere una buona campagna politica verso le persone provenienti dai paesi stranieri, coinvolgendo tutti gli enti locali presenti sul territorio. Si attuarono tantissime attività, scambi culturali su usi, costumi, tradizioni religiose e non. Il progetto durò alcuni mesi,con incontri settimanali su un tema diverso ogni volta con la partecipazione dei mediatori culturali. Si visionarono film, si ascoltò musica etnica , imparammo balli e danze arabe, africane, rumene , canti albanesi ed ucraini. Fu davvero un proprio bagno di cultura dell'integrazione con la partecipazione di tutte le famiglie, persone adulte,giovani e bambini.Una esperienza che mi ha dato molto, ha contribuito alla mia formazione, un'esperienza che non dimenticherò mai.Nell'ambito della manifestazione finale, nacque il pezzo che vi ho postato.Ricordo gli occhi lucidi di molti immigrati dopo averne ascoltato la lettura, non perchè particolarmente bello, ma probabilmente per la "materializzazione" a livello mentale del proprio paese di origine.


domenica 28 giugno 2009

VOLGO LO SGUARDO LONTANO



Volgo lo sguardo lontano
occhi ritratto del cuore
nella moltitudine acerba delle ombre
vetusta velati da stille crudeli
un solo filo col dolore nel petto
i miei occhi offuscati da umane nebbie
squarciati da granelli di sabbia violenta
portata a fiotti dal vento impetuoso
che soffia incessante sulle vite degli uomini.


Volgo lo sguardo lontano
in cerca di te, essenza perenne
nella mia realtà adombra di maschere
fluttuante di icone smarrite
negli spazi deserti di volti asciugati
tersi oramai dal tempo sorvolato
sei lì dietro il monte penetrante
un solo granello di sabbia staccato
appare fulmineo e distante.


Volgo lo sguardo lontano
la mia vista dilata il tuo viso
riflette i tuoi occhi scuri
coni d’ombra sparsi in schizzi
sfavillano flash luminosi imprevisti
schiarendo le pupille sgomente
al riflesso del fulgido incanto
s’accompagna il canto vagante
di mille momenti fiammeggianti.

22 dicembre 2005

martedì 23 giugno 2009

Il nostro palcoscenico

Il palcoscenico della vita
opera dell'artista Aldo Zanetti




Siamo immersi in una moltitudine di cose che ci appaiono come significati, a cui diamo un senso, a volte profondo, a volte tenue.


La vita, spesso, diventa un palcoscenico su cui ci esibiamo.


Noi siamo gli attori sociali. Recitiamo il nostro copione ed indossiamo la nostra maschera. Talvolta accade che lo facciamo inconsapevolmente, mossi dal nostro istinto non mutuato da nessuna forma di riflessione sui modelli culturali che avevamo imparato ad usare come una seconda natura.
Talvolta invece ci mascheriamo, o tentiamo di farlo, di proposito, per non ferire, per non infierire ulteriormente o per non mostrare le nostre fragilità.
Altre volte succede che recitiamo a soggetto, pervasi da sincerità o, al contrario, da ipocrisia, secondo le oggettivazioni che abbiamo derivato, soggettivamente, dal comportamento degli altri.
Finché...il nostro palcoscenico regge l' impianto metafisico vitale, a-priori trascendentale, categoria dello "spirito" di hegeliana memoria !
Siamo esseri umani con le nostre maschere, belle o brutte che siano.
Troppe volte continuiamo a danzare sulle nostre scene mondane rimembrando i vissuti pregressi, velati da concezioni scettiche a noi stessi, autoconvincendoci che nulla potrà mai essere diverso o come noi vorremmo che fosse!
Niente nella vita da palcoscenico ha alcun significato tranne quello che noi gli diamo.
Una delle meravigliose essenze degli esseri umani è quella nostra innata abilità nel dare un significato sconvolgente, devastante o glorioso e apprezzabile a ogni evento empiricamente vissuto come fenomeno interno del nostro agire sociale e/o come esperienza esterna, fuori dal nostro mondo, lontano dalle nostre credenze e dai nostri modelli.
Chi ha sofferto nel passato, ad esempio, per amore , decide che a causa di quello non amerà mai più. Chi ha subito delusioni da un amico decide di non credere più nell'amicizia e di non considerare più nessuno, se non effimera mente, un amico.
Altri invece evidenziano la trasformazione che un significato forte può dare: "
ho subito delle ingiustizie, non farò mai qualcosa di deplorevole verso gli altri, sarò sensibile, cercherò sempre l'empatia nell'altro , oppure ho perso una persona cara per l' inettitudine di qualcuno o per le ingiustizie che ci sono nel mondo, sarò intransigente e combatterò allo stremo delle mie forze affinchè questo non accadrà mai più a nessun altro essere umano"
Molte sono state le definizioni sull'Uomo, ne citeremo qualcuna :

Nietzsche (…) definì" L’Uomo" come l’"animale non ancora definito".

Kant: (...) "Da un legno storto come quello di cui è fatto l’uomo, non si può costruire nulla di perfettamente diritto"

Jean Baudrillard, così lo definisce: " L’uomo è una mosca prigioniera del virtuale"

Per Arnold Gehlen(...) "L'uomo è un animale indebolito"(..) "L’essere umano risulta quindi essere "ingenuo" per eccellenza, costretto a "fare esperienza" del Mondo, per renderselo "familiare", ovvero "assoggettarlo".

Dobbiamo ritrovare il nostro "senso" osservando l'esterno e rapportandolo empiricamente al nostro interno.



Rivoluzioniamo la nostra vita creando sempre nuovi significati, guardando al passato come insegnamento e al futuro come azione. Tutti abbiamo la capacità di creare significati che ci danno la forza e il coraggio di continuare a recitare sul nostro reale palcoscenico e ad indossare la nostra maschera preferita!

venerdì 12 giugno 2009

E' notte



.

E' notte
Il plumbeo cielo sovrasta
l'anima mia che danza nel buio
mille rivoli d'argento agli occhi
s'accendono
E' notte
il silenzio è padrone del mondo
rotto talvolta dal rumore umano
un'auto sfreccia nel buio
un cane abbaia alla luna
un fischio disturba il cono dell'ombra
E' notte
che notte ribelle
dentro i mendri dell'anima mia
rivedo il tuo viso abbronzato
il sorriso smagliante
ascolto dal vivo del cuore
le tue parole d'amore .
E' notte
momenti fluttuanti
rimorsi sopiti da immemore tempo
ritornano a scorrere come sangue bollente
nel mio corpo di donna

martedì 2 giugno 2009

Dall'infinito



Le gocce di pioggia bagnano il viso
Si confondono con le lacrime
Solo sulla bocca arriva l’amaro sapore
Lacrime piombate dall’infinito
sconfinato spazio dentro
Dove tutto c’è
Ricordi incompleti, bellissimi, sfuocati
Amori fugaci, immensi,
ferite insanabili
memorie magiche conservate
nello scrigno aperto senza tempo
L’infinito
ove tutto giace
dove nessuno muore
dove tutti ridono
dove tutti soffrono
dove incontri il silenzio
insieme a mille parole
L’infinito
che nessuno intende
L’infinito
appartiene solo a te

venerdì 29 maggio 2009

Con il vento

Il vento caldo di scirocco
che tocca Zante e tutte le rocce sparse
di ogni terra lontana
mi carezza il viso e mi asciuga gli occhi
non lascia che le lacrime rigano il mio viso
mi cattura e mi porta lontano
con il suo odore di altri siti
nuovi mondi mi fa toccare
mi spinge nell'infinito
mi mette le ali del libero gabbiano
e senza paura mi fa volare
sul mare immenso
culla il mio dolore
che come un lento brivido
scompare tra i flutti impetuosi
della vita che ammiro
Ti ho cercato e ti ho ritrovato
in quel vento generoso
che ha spinto le mie ali
ed ha asciugato le mie lacrime
Per sempre ovunque
insieme al vento
ci sarò per te.

mercoledì 20 maggio 2009

MIGRANTI

Le onde continuano nel loro perpetuo moto
abbracciando sinuose il mare
palcoscenico di recite drammatiche
spettacolo di morte e dolore
spettatori senza occhi
guardano indifferenti
non un consueto transito di cigni selvatici
o uno stormo di gabbiani erranti
Sciame di Uomini dagli occhi vitrei
come i carboni appena spenti
Labbra serrate su volti smunti
Ammucchiati come sacchi su zattere malandate
Naufraghi in cerca di terra
Fuggiti dalle proprie zolle
Traditi dal proprio cielo
Con i propri fardelli verso
un futuro migliore
È la massa scura che travalica i confini
si sposta sulle carte geografiche
Ricercando pane e lavoro
sale sulle barche all’imbrunire
Addio terra natia,addio
Uomini,donne,bambini
Risucchiati da un barlume di speranza
Da quella luce nelle loro menti sempre più fioca
Svanisce con il trascorrere del tempo
Paura e angoscia tra le onde in burrasca
Anche la sete si spegne e la fame non si fa più sentire
Il sangue dei vinti si è fatto di ghiaccio
donne dagli occhi sbarrati sulle facce smorte
abbracciano i bimbi tremolanti
Li stringono al petto ove battono cuori di madri
Come a tutte le mamme del mondo
Piccole creature in tragedie adulte
Dentro ai fossi della morte
Hanno visto la luce nel buio di una notte
In assenza di albe di speranza
tramonti scuri come nuvole grigie
Pur col sole basso all’orizzonte
Le notti uguale ai giorni
La traversata della speranza attesa
Incontra la morte
Che il mare seppellisce nelle viscere
Quante lacrime mescolate alle spumeggianti onde
se non si muore
E si sta per approdare
Urta contro l’indifferenza degli altri uomini
Non è la migrazione degli uccelli
stormi con le ali della libertà
Se questi sono uomini
La terra è fredda come le rocce
non la riscalda il primo sole dell’aurora di questo millennio
Antico nei cuori degli uomini
Non è mio
è del passato remoto
E rivive nel presente
Negli occhi plumbei dei migranti