
Questo sole scialbo
Rischiara il giorno
Cose sconosciute
Si illuminano intorno.
Sembrano anni
Che ti ho lasciato
PAESE MIO
Appena ieri
Ti ho abbandonato
Ti rivedo tutto
Nella pellicola della mente
Il cuore gonfio di tradimento
Dalle tue braccia sono migrato
Come gli uccelli
In cerca di cibo
Dal magro nido
Sono volato
Sol per lavorare
Me ne sono andato
Su nuove strade
Or cammino
Nostalgia nel cuore
Per casa mia
PAESE MIO
Or rimembro quanto ti ho amato
Il mio cuore ti ho dato
Mai smetto di pensarti
Tu sei sempre nei miei occhi
PAESE MIO
Ti ho lasciato
Solamente con il mio corpo.
Non so quando potrò
cullarmi di nuovo nel tuo seno
Nel mio cuore lascerò questo muto dialogo
e penserò ardentemente
ad Ulisse e alla sua amata Itaca
Questo testo risale a ben 15 anni fa, era il 1994. Il fenomeno dell'immigrazione si faceva sentire anche nei paesi del sud. Si sentiva il bisogno prepotente di integrazione. Il comune del paese dove lavoravo pose in essere una buona campagna politica verso le persone provenienti dai paesi stranieri, coinvolgendo tutti gli enti locali presenti sul territorio. Si attuarono tantissime attività, scambi culturali su usi, costumi, tradizioni religiose e non. Il progetto durò alcuni mesi,con incontri settimanali su un tema diverso ogni volta con la partecipazione dei mediatori culturali. Si visionarono film, si ascoltò musica etnica , imparammo balli e danze arabe, africane, rumene , canti albanesi ed ucraini. Fu davvero un proprio bagno di cultura dell'integrazione con la partecipazione di tutte le famiglie, persone adulte,giovani e bambini.Una esperienza che mi ha dato molto, ha contribuito alla mia formazione, un'esperienza che non dimenticherò mai.Nell'ambito della manifestazione finale, nacque il pezzo che vi ho postato.Ricordo gli occhi lucidi di molti immigrati dopo averne ascoltato la lettura, non perchè particolarmente bello, ma probabilmente per la "materializzazione" a livello mentale del proprio paese di origine.