E di valore
Cominciato nella povera grotta
Emozioni e sentimenti, vita e libertà,società e riflessioni. Tutte le pubblicazioni e le citazioni sono esclusivamente d'autore. Tutte le altre citazioni portano la firma dell'autore.
La poesia si avvicina alle verità essenziali più della storia.(Platone)

Vorrei salire sulla cima
Degli esili pioppi
Toccare la bruma
Che sfuma lontano
Gettarmi tra le vie
Popolate da ombre d’argento
Incontrarti così
In un sogno di fine estate
Sfiorarci lassù
A due passi dal pallido cielo
In una carezza leggera
Avvolta nelle delicate
Foglie dei pioppi
Mentre scrutano in silenzio
L’oscura voragine della terra

Bimba mia
Lasciata tra le ali del vento
Sola
A raccogliere foglie ingiallite
Dai meandri del tempo
Infame traditore nelle tenebre
Uccise la tua luce per sempre
Ruvida
Fu allora la tua vita
Senza l’abbraccio paterno
Scostato da coltre di fumo annerito
Oltre la morte patito
Rimossa
Quella scia di sangue colato
Stipata con forza nel buco
Intasato da lacrime solidificate
Divenute pietre chiudenti
Esplosa
L’antica roccia di stille
Imbrattato il muro materno
Schizzi di sangue bollente
Sul viscerale bersaglio legato
Bimba mia
Lasciata tra le ali del vento
Nei suoni notturni ricostituiti
Nelle perenni sinfonie legate
Sei rimasta dentro di me per sempre


I miei versi turchini
Volano verso le stelle
Sospinti dal respiro del vento
Orlano di parole lo smerlo
Ove fan festa i desideri degli uomini
Cantano, danzano, s’intrecciano, s’abbracciano
Si baciano
Ognuno risucchia un frammento di stella
Il mio s’adagia sul tuo
E s'avvicina all'ignoto
Inaspettato lampo ha squarciato la notte
Le stelle ci illuminano gli occhi
Ma è il nostro cuore che luccica
Ci piace la notte infinita di stelle
Abitiamo quel nuovo tunnel impetuoso
Che corre sul filo dei nostri sospiri
E s’aggrappano sedotti all’uncino
Che brilla nelle stelle cadenti
In questo silenzio che parla
I nostri pensieri vagano insonni
Nell’Universo a sondare i misteri
Al di là delle stelle c’è il velo
Serra l’ uscio dell’oltre in catene
Dove giacciono inviolabili
Tutti gli umani aneli
E sostiamo nel frammento
Di speranza Incandescente
Con i nostri abiti di nubi
E i nostri occhi fissi
Nella lenta aurora
Salutiamo il nuovo giorno
Con novecento milioni
Di tintinni di gioia

Scendono a fiotti le lacrime
Velocissime
Mi fanno compagnia
In questo pomeriggio assolato
Non conoscono autocontrollo
Fissano un mare di dolore
Che inonda spazio d’improvviso
Mamma
Il tuo baratro mi invade
Vedo il tuo precipizio
e lo sento dentro di me….
Ma non so aiutarti…
Sono il nulla, sono fiacca
Sono come quei tuoi buchi neri
D’improvviso
Ti hanno divorato i ricordi
Hanno cancellato dai tuoi pensieri
Il mio volto
Le mie tracce dalla tua memoria
Mi hai chiamata Lucia , oggi
E poi Iolanda …Luisa, Carmela…
Chi sono , mamma?
Non sai più ritrovare la mia immagine
L’hai stracciata e fatta a pezzi
Mi sento persa … per te non ci sono più...
Ed io non so fare altro che piangere….
Serviranno queste lacrime?
Il diluvio è arrivato fulmineo
In un torrido pomeriggio di agosto ….
Piove in questo spazio senza tempo ....
Ho scritto questi pensieri ora.... mia madre nel giro di 24 ore è precipitata in uno stato confusionale pazzesco. Ero al mare questa mattina, lei con la badante, ieri dava qualche segno di squilibrio, come da un pò a questa parte. Ho ricevuto la telefonata e sono tornata subito a casa. Ho trovato "uno spazio senza tempo".Lo so, sono esperienze personali .... ma io non riesco neanche a capire come mi sento, la vita è così, ma ...ma ...ma ... forse non dovrei pubblicare questi versi personalissimi ... ma scrivendoli in questo blog,il quale è sempre stato il mio angolo delle emozioni, non so perchè, sento scorrere un pò di "linfa" dentro. Scusatemi.

Correvo il sentiero in fondo al bosco
E pur già pensavo al mare in tempesta
Sepolcro di scomparti stivati sul fondale
Oblio di memoria forzato
Dissolveva i colori in correnti
Rosso sangue, passione crepuscolare
Giallo oro, luce d’amore
Verde smeraldo, remote primavere
Azzurro diafano, manto di dolci Madonne
Restava lo scrigno a custodire i segreti
Solo gocce svelate dall’inchiostro
Di un poeta sgangherato
Che viveva nel castello in aria
E credeva nelle parole del vento
Respingeva la soma del mare aperto
Nel poetico tentativo
Di tenere lontana la morte.
Elisabeth Chapli "Autoritratto con la mamma" olio su tela 1938
A' mamm è comm o' cielò
saì ca' ce stà , ca' veglià 'ncoppa a’ capa toja
puoì esserè nu' professorè, nu' dottorè, nu' operaiò
puoì ave' 30-40-50 e cchiu' annì
pè te essa sarrà sempe a' mammarella toja
o’ core ca' s' arap e' nott e o' juorn
E a’ tuttè ll' ore
che te piglia e t' accarèzz ,
te vasa 'ncoppa a’ front e t'à stregne a' manò
Pè essa sarraì sempe o' piccirillo ra proteggèr
ò guaglione suoje ca' nun' addà suffrì
è si tu suoffr, essa soffrè insieme a te
èssa, purè si è ormaì na' vicchiarella stancà
ca' nun capìsc cchiu' nientè
te guarda sempe cu ll’ uocchi do' core
e’ te rà chell’amòr ca' sule essa sape dà
e tu o' sentì fort ncuoll e' te
è finò a quann chist’angèl te sta sempe vicino
pèr te è megliò re' medicìn
è na' partè e' te ca nu se stacca maje
e tu nun te sientarraje maje sperdùt
A’ mamma è nu' sciore e' primmavèr
Che nun' avess maje appassì
AUGURI A TUTTE LE MAMME
Ho scritto questo testo da figlia ... l'ho scritto in napoletano, la mia lingua "madre" ...
Il napoletano è una lingua difficile da scrivere, anche per me che lo parlo benissimo e con disinvoltura ...non sono sicura di esserci riuscita alla "perfezione" .
Spero non abbiate bisogno della traduzione :-)
Nel caso qualcuno la volesse ...non mancherò di pubblicarla.
Anche il brano, "rigorosamente " napoletano, è tratto dal repertorio della canzone classica napoletana.


Passeggiando tra le rovine del tempo
Ho incontrato la notte silenziosa e stanca
Mi sono tuffata nel suo mantello nero e gelido
Per calmare il dolore delle mie ustioni
Attendo in questo tugurio notturno
Lentamente che rischiari l’alba
E il cielo si popoli di nubi bianche
E scoprire le forme dell’altra vita
Nel secondo atto di questa commedia
Popolata di pensieri immaginari
Che recitano le parti a soggetto
Ho trascorso tanto tempo a scrivere
Passeggiando tra le rovine del tempo
Ignorando spazi dal profumo di vaniglia
Ma non sono un poeta in sintonia
Con i voli della vita e l’armonia della natura
Ne con i miei giorni e le mie notti
Nelle nubi c’è la mia fame e la mie sete
Sono solo un ospite avvolta nel mantello della notte
A difendere dal gelo questo vuoto che mi riempie il cuore

Ascolto il silenzio del giorno
tra mille frastuoni e squarci di dentro
Non li odo
raccolgo le mie misere carte
e disperdo nell’aria i pezzi stracciati
non voglio andare oltre quel sentiero
voglio restare qui nell’asciutto evanescente
nel torbido dei pensieri
nel fango delle zolle che mi circondano
ho una grande smania
la tabula rasa della mia mente
e restare me stessa nel mio orizzonte
disperdermi in un respiro di vento e non sbattere nell’aria
sciogliermi nella neve candida e non sentire freddo
afferrare tra le mani la pioggia e trattenerla senza bagnarmi
dissolvere i petali della rosa e tenere alto e dritto lo stelo
spazzare la fantasia dalle sue foglie accartocciate
rimaste sospese ad attendere la folata per andare …
quanto dovrò aspettare?
… e che l’inverno passi in fretta…
E arrivi lui …il sogno vestito di nuovo …


Nel corso della mia vita ho "scarabocchiato" qua e là pensieri,il più delle volte in versi. Ancora oggi non ho perso "il vizio" di scrivere pensieri che nascono dal profondo, trascendente ed empirico fusi in emozioni che prendono forma...
Li offro a voi per condividere insieme i percorsi dell'animo umano...Grazie!!!