La poesia si avvicina alle verità essenziali più della storia.(Platone)

venerdì 21 dicembre 2012

Cartolina di Natale


Cartolina di Natale 
Ogni anno s’accende la luce
E Dicembre è  frenesia di pace
Auspicata, invocata, osannata 
Natale  chiama, richiede
Cattura l’atmosfera
Con le sue palle colorate
Le stelle lucenti
Le luci in città sfavillanti
L’albero maestoso sradicato
In piazza San Pietro piantato
Bello da ammirare
Nel cuore da portare
In Uganda i bambini
Non sentiranno i morsi della fame
Con la raccolta del nostro scatolame
Cartolina di Natale 
La stola del Pastore bella e lunga
E di valore 
E’ nella notte per il Signore
A coronare la classica cartolina del Natale
Cominciato nella povera grotta 
Dolce melodia
E tanta ipocrisia
Regali, pacchi infiocchettati
Pellicola  di un film visto
Rivisto, da sempre riprodotto
Memorizzato sempre uguale
Perdoniamo, siamo buoni
A Natale non si  resta soli
Riabbracciamo i parenti
Qualche amico sedicente
Una settimana non è solo un momento
Una promessa di cambiamento
Baci, abbracci, sguardi melensi
Fino alle bollicine del mitico brindisi
Per scannarci c’è poi tutto il tempo
Cartolina di  Natale alle porte
Dorata, scintillante
Silente di gioia
 Tutto l’anno compressa
Ad annunciare al mondo
Che Lui, il Salvatore , è nato
È mezzanotte, lungo la via
Fischia il vento, la neve scende giù
Sui nostri cuori purificati a soggetto 
Nel blu dipinto di blu
Cartolina di Natale da saltare? 
Sol per i bambini  val la gioia 
 Salvare ...



domenica 25 novembre 2012

La storia di Eva




Eva
Dolce compagna dei sentieri ripidi della vita
calpestata ai piedi di quella tua pianta fiorita
prima dalle donne bigotte, sudice le loro parole
devote di Cristo nelle scellerate menzogne
si  battevano il petto stringendo diabolicamente i grani del rosario
con gli occhi cerchiati fulminavano la tua bellezza acerba di giovane donna
ipocriti sorrisi e umane miserie sparse
donne consumate dall'invidia
per quei tuoi occhi grandi e bruni
per quei tuoi capelli setosi
per la tua bocca di rose
 Eva
Dolce compagna di quel tempo inespressivo nell'andata
sporcata nel corpetto di pizzo  del tuo abito raggiante
dal principe azzurro di carta che giocava a tressette con il sigaro in bocca
amaro il suo sussurro di sole nei giorni scoloriti da rumori vibranti
e scolpiva statue nelle Chiese ove penetrava il sole senza permesso
madonne con il tuo viso etereo nella purezza ingenua dei tuoi sensi
per sfamare le ombre profonde della Santa Inquisizione
parole scolpite nell'aria e preghiere mute tra i banchi della cattedrale
la follia di  quella nenia nonsense, la lama dell’uomo squarciava quel labirinto
sostava nelle tenebre il sole, la forza alla foglia attaccata con tenacia al ramo donava
la vittoria della vita sulla violenza brutale non frenava i rintocchi  delle campane
Eva…Eva …
sei la fede traslucida, una danza sotto la pioggia 
Dall'Arcobaleno  baciata 
.....e le bigotte farcivano opache suppliche
e ipocritamente gioivano per il giocatore offuscato dalla nebbia del sigaro
Eva … sii fiera … non hai fatto altro che amare ….


25 NOVEMBRE GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE 


mercoledì 7 novembre 2012

Meditare


Contempla la Mente
Unico Tesoro  lindo  
Di una Fantasia Reale
Si posa sul Pensiero del Mondo
Stupefacente sollazzo di  Fuoco
Incalzante mulinare di Acqua
La Forza del Cuore Libero
Ritorna al Tempio dell’Uomo   
Antica fortezza  d’Amore
Depura il Sangue Malato
Intriso  Oceano senza Tempo 
Ove Affoga nel Fango sommerso
Lui,Lucido Serpente  
Corrotto dal Mito Illusorio
Diamanti  lucenti in Catene
Di  Rigido Sesso e Unto Denaro  
Il Limpido Fluire del Fiume
Cola Lento sulla Valle Sottile   
Medita il Sacro Silenzio  
S’Aggrappa Tenace
A questa Esistenza Fugace  


domenica 4 novembre 2012

L'odore di novembre



Gocciola il cielo vuoto di novembre
Sulle croci ornate di silenzio
E sul tempo, fermo
Finito
S’adagiano i crisantemi 
Pallidi
A coprire la Folla nell’ombra

L’odore di novembre
   Respira  dentro  il pensiero  
E  vacilla il silenzio
E trema la memoria
Ondeggia
Si ferma  nel filo di sabbia
Interrotto  nella tua clessidra

Contro tempo cammino
In quest’odore di novembre
Abbracciata all'aria fredda
E coccolata dal vento
Spettinati i miei capelli
Sento
Una leggera onda
Di un mare asciutto
Finito

02 novembre 2012 

domenica 14 ottobre 2012

MALINCONIA D'AUTUNNO



Quando giunge  l’autunno
Tremano le stelle
E le notti sembrano
Impenetrabili

Quando giunge l’autunno
Sbiadiscono i raggi del sole 
E i giorni sembrano
Terracotta

Quando giunge l’autunno
Si offuscano i sentieri
La terra  sembra
Agonia

Quando giunge l’autunno
Irrompe  nell'anima 
Malinconia
Il cuore si ritrae
Dolore

In attesa dell’imminente
Arrivo della neve
Ci penetrano le nuvole
Oh!... Nume della natura
Che ci porti i sogni a primavera
E le coltri d’autunno
Perché ci seduci con il sole
E ci smorzi  con le tenebre?

Siamo isole sperdute
Nell'infinito delle tue stagioni
Pronte a sprofondare
Nelle tue viscere
In un materno e dolce
abbraccio
  



martedì 18 settembre 2012

Su esili pioppi


Vorrei salire sulla cima

Degli esili pioppi

Toccare la bruma

Che sfuma lontano

Gettarmi tra le vie

Popolate da ombre d’argento

Incontrarti così

In un sogno di fine estate

Sfiorarci lassù

A due passi dal pallido cielo

In una carezza leggera

Avvolta nelle delicate

Foglie dei pioppi

Mentre scrutano in silenzio

L’oscura voragine della terra


venerdì 7 settembre 2012

Lasciata tra le ali del vento


Bimba mia

Lasciata tra le ali del vento

Sola

A raccogliere foglie ingiallite

Dai meandri del tempo

Infame traditore nelle tenebre

Uccise la tua luce per sempre

Ruvida

Fu allora la tua vita

Senza l’abbraccio paterno

Scostato da coltre di fumo annerito

Oltre la morte patito

Rimossa

Quella scia di sangue colato

Stipata con forza nel buco

Intasato da lacrime solidificate

Divenute pietre chiudenti

Esplosa

L’antica roccia di stille

Imbrattato il muro materno

Schizzi di sangue bollente

Sul viscerale bersaglio legato

Bimba mia

Lasciata tra le ali del vento

Nei suoni notturni ricostituiti

Nelle perenni sinfonie legate

Sei rimasta dentro di me per sempre


sabato 18 agosto 2012

Ciao Mamma


Non ho versi poetici ora, per Te
ho il cuore gonfio di dolore
una parte di me è andata via con te
quando vedrò una nuvola bianca
ricorderò il tuo sorriso
e la tua bellissima ironia
quando vedrò una nuvola grigia
ricorderò la tua sofferenza
e l'accoglienza del volere di Dio
la grande fede che ha illuminato la tua vita
quando ammirerò una stella
saprò che mai smetterai
di seguire il mio cammino ....
CIAO MAMMA ...




La sera del 17 agosto mi ero illusa ...
credevo stessi superando ...
avrei voluto fossi ancora con noi, anche un altro solo giorno in più...

mercoledì 15 agosto 2012

Questa notte è piena di buio


Questa notte è piena di buio

Silenziosa e stanca

S’appoggia alla finestra

Con voce roca reclama

Di entrare nella stanza ovattata

Precaria e disadorna

Con la sua luna argento

Guizza un frammento di luce

Per illuminare il nero del mio cuore



sabato 11 agosto 2012

Oltre le stelle


I miei versi turchini

Volano verso le stelle

Sospinti dal respiro del vento

Orlano di parole lo smerlo

Ove fan festa i desideri degli uomini

Cantano, danzano, s’intrecciano, s’abbracciano

Si baciano

Ognuno risucchia un frammento di stella

Il mio s’adagia sul tuo

E s'avvicina all'ignoto

Inaspettato lampo ha squarciato la notte

Le stelle ci illuminano gli occhi

Ma è il nostro cuore che luccica

Ci piace la notte infinita di stelle

Abitiamo quel nuovo tunnel impetuoso

Che corre sul filo dei nostri sospiri

E s’aggrappano sedotti all’uncino

Che brilla nelle stelle cadenti

In questo silenzio che parla

I nostri pensieri vagano insonni

Nell’Universo a sondare i misteri

Al di là delle stelle c’è il velo

Serra l’ uscio dell’oltre in catene

Dove giacciono inviolabili

Tutti gli umani aneli

E sostiamo nel frammento

Di speranza Incandescente

Con i nostri abiti di nubi

E i nostri occhi fissi

Nella lenta aurora

Salutiamo il nuovo giorno

Con novecento milioni

Di tintinni di gioia

sabato 4 agosto 2012

Solo lacrime



Scendono a fiotti le lacrime

Velocissime

Mi fanno compagnia

In questo pomeriggio assolato

Non conoscono autocontrollo

Fissano un mare di dolore

Che inonda spazio d’improvviso

Mamma

Il tuo baratro mi invade

Vedo il tuo precipizio

e lo sento dentro di me….

Ma non so aiutarti…

Sono il nulla, sono fiacca

Sono come quei tuoi buchi neri

D’improvviso

Ti hanno divorato i ricordi

Hanno cancellato dai tuoi pensieri

Il mio volto

Le mie tracce dalla tua memoria

Mi hai chiamata Lucia , oggi

E poi Iolanda …Luisa, Carmela…

Chi sono , mamma?

Non sai più ritrovare la mia immagine

L’hai stracciata e fatta a pezzi

Mi sento persa … per te non ci sono più...

Ed io non so fare altro che piangere….

Serviranno queste lacrime?

Il diluvio è arrivato fulmineo

In un torrido pomeriggio di agosto ….

Piove in questo spazio senza tempo ....

Ho scritto questi pensieri ora.... mia madre nel giro di 24 ore è precipitata in uno stato confusionale pazzesco. Ero al mare questa mattina, lei con la badante, ieri dava qualche segno di squilibrio, come da un pò a questa parte. Ho ricevuto la telefonata e sono tornata subito a casa. Ho trovato "uno spazio senza tempo".Lo so, sono esperienze personali .... ma io non riesco neanche a capire come mi sento, la vita è così, ma ...ma ...ma ... forse non dovrei pubblicare questi versi personalissimi ... ma scrivendoli in questo blog,il quale è sempre stato il mio angolo delle emozioni, non so perchè, sento scorrere un pò di "linfa" dentro. Scusatemi.

lunedì 11 giugno 2012

Il nulla cosmico


I versi rossi che ho scritto
con l'inchiostro del cuore
i pensieri azzurri che ho liberato
con gli uccelli ai primi voli
le idee bianche che ho confuso
con le nuvole gonfie di pioggia
le parole incolore che non ho mai detto
con la luce del sole
i sogni tersi che ho fatto
con i raggi accecanti del plenilunio
sono vissuti solo un momento
nell'arco di un tempo inesistente
poi il nulla cosmico è apparso
e si è inabissato in quel mare
che non vedevo all'orizzonte
nascosto dal velo anonimo
che mi ha incollato le mani
mentre reggevo la mia tenda
strappata dal vento...


sabato 26 maggio 2012

Lo scrigno dei segreti



Correvo il sentiero in fondo al bosco

E pur già pensavo al mare in tempesta

Sepolcro di scomparti stivati sul fondale

Oblio di memoria forzato

Dissolveva i colori in correnti

Rosso sangue, passione crepuscolare

Giallo oro, luce d’amore

Verde smeraldo, remote primavere

Azzurro diafano, manto di dolci Madonne

Restava lo scrigno a custodire i segreti

Solo gocce svelate dall’inchiostro

Di un poeta sgangherato

Che viveva nel castello in aria

E credeva nelle parole del vento

Respingeva la soma del mare aperto

Nel poetico tentativo

Di tenere lontana la morte.


domenica 13 maggio 2012

A' MAMMA

Elisabeth Chapli "Autoritratto con la mamma" olio su tela 1938


A' mamm è comm o' cielò

saì ca' ce stà , ca' veglià 'ncoppa a’ capa toja

puoì esserè nu' professorè, nu' dottorè, nu' operaiò

puoì ave' 30-40-50 e cchiu' annì

pè te essa sarrà sempe a' mammarella toja

o’ core ca' s' arap e' nott e o' juorn

E a’ tuttè ll' ore

che te piglia e t' accarèzz ,

te vasa 'ncoppa a’ front e t'à stregne a' manò

Pè essa sarraì sempe o' piccirillo ra proteggèr

ò guaglione suoje ca' nun' addà suffrì

è si tu suoffr, essa soffrè insieme a te

èssa, purè si è ormaì na' vicchiarella stancà

ca' nun capìsc cchiu' nientè

te guarda sempe cu ll’ uocchi do' core

e’ te rà chell’amòr ca' sule essa sape dà

e tu o' sentì fort ncuoll e' te

è finò a quann chist’angèl te sta sempe vicino

pèr te è megliò re' medicìn

è na' partè e' te ca nu se stacca maje

e tu nun te sientarraje maje sperdùt

A’ mamma è nu' sciore e' primmavèr

Che nun' avess maje appassì


AUGURI A TUTTE LE MAMME

Ho scritto questo testo da figlia ... l'ho scritto in napoletano, la mia lingua "madre" ...

Il napoletano è una lingua difficile da scrivere, anche per me che lo parlo benissimo e con disinvoltura ...non sono sicura di esserci riuscita alla "perfezione" .

Spero non abbiate bisogno della traduzione :-)

Nel caso qualcuno la volesse ...non mancherò di pubblicarla.


Anche il brano, "rigorosamente " napoletano, è tratto dal repertorio della canzone classica napoletana.



A VOCE 'E MAMMA
(G. Russo, Genta - 1936)

venerdì 27 aprile 2012

Solitudine





Nella stanza imperfetta
del mondo silenzioso
sospiro lo sguardo dell’ultima stella
la solitudine è voce di dentro
affiora  in tutta la sua gioia
petalo  saldato  a questa   vita
sotterra il dolore in una stringa
e libera la bolla dell’ultima spina
s’annodano i fili recisi
nella porta poetica  del dolce rifugio
che  unisce  nel canto e nel pianto
al di là delle altissime cime
al di là dei  lunghi  inverni  trascorsi 

domenica 15 aprile 2012

La notte


La notte cammino
Girovagando
Tra il cielo foderato
Di buio scavato
Come un mare profondo
Letto appartato di una barca silente
Cammino a passi ovattati
In labirinti smorzati
Odo le voci stridule del giorno andato
Eco alieno dal sommo momento
Da udire senza ascoltare

La notte setaccio
I miei pensieri in tenui fasci
Di nuvole nere e di stelle luccicanti
Li divido dai sogni di inesistenti miraggi
Esploro me stessa nel reale tormento
Che il raggio del sole nasconde acuto
Nelle ore lente ghermite da attimi consueti

Di notte io vivo
Il sogno reale del tempo vitale
Che ferma il cenacolo quotidiano
Rivela affanni e sorrisi
In un respiro dell’anima gelata
S’affrancano dolci e calde
Goccia a goccia le lacrime certe
Sapore di gemma che brilla -dice-la notte

domenica 8 aprile 2012

Pasqua...ricordi lontani


Ho voglia dei tempi andati
Di udire le voci gioiose
Bucare i pensieri ovattati
Di queste nostre giornate nuvolose

Il profumo della Pasqua nell’aria
Rallegrava la mia mente bambina
I fiori di pesco parlavano con i gelsomini
I trilli delle campane richiamavano i rondinini

Era la Pasqua col cielo turchino
Che disegnava sui tetti il volto di Cristo
Avvolto in un telo da stendere ad ogni finestra
Cresceva nei cuori un siero di velluto e d’amore

Ho voglia di risentire la mia mente bambina
Che mi riporti a quei giochi puri e innocenti
Che mi tenevano stretta all’altare vicino al lenzuolo
Del mio Gesù risorto che mi lasciava sperare




BUONA PASQUA!

martedì 13 marzo 2012

Passeggiando


Passeggiando tra le rovine del tempo

Ho incontrato la notte silenziosa e stanca

Mi sono tuffata nel suo mantello nero e gelido

Per calmare il dolore delle mie ustioni

Attendo in questo tugurio notturno

Lentamente che rischiari l’alba

E il cielo si popoli di nubi bianche

E scoprire le forme dell’altra vita

Nel secondo atto di questa commedia

Popolata di pensieri immaginari

Che recitano le parti a soggetto

Ho trascorso tanto tempo a scrivere

Passeggiando tra le rovine del tempo

Ignorando spazi dal profumo di vaniglia

Ma non sono un poeta in sintonia

Con i voli della vita e l’armonia della natura

Ne con i miei giorni e le mie notti

Nelle nubi c’è la mia fame e la mie sete

Sono solo un ospite avvolta nel mantello della notte

A difendere dal gelo questo vuoto che mi riempie il cuore


martedì 31 gennaio 2012

Tabula rasa



Ascolto il silenzio del giorno

tra mille frastuoni e squarci di dentro

Non li odo

raccolgo le mie misere carte

e disperdo nell’aria i pezzi stracciati

non voglio andare oltre quel sentiero

voglio restare qui nell’asciutto evanescente

nel torbido dei pensieri

nel fango delle zolle che mi circondano

ho una grande smania

la tabula rasa della mia mente

e restare me stessa nel mio orizzonte

disperdermi in un respiro di vento e non sbattere nell’aria

sciogliermi nella neve candida e non sentire freddo

afferrare tra le mani la pioggia e trattenerla senza bagnarmi

dissolvere i petali della rosa e tenere alto e dritto lo stelo

spazzare la fantasia dalle sue foglie accartocciate

rimaste sospese ad attendere la folata per andare …

quanto dovrò aspettare?

… e che l’inverno passi in fretta…

E arrivi lui …il sogno vestito di nuovo …


sabato 14 gennaio 2012

Divina follia




Quando soffia impetuoso il vento
E sparge le sue ceneri nel vuoto
Agita l’onda anomala del mio pensiero
E irrompe intorno lo spirito del guerriero
Il frammento di Eraclito m’appare nel sogno effimero
«Per quanto tu cammini per ogni via,
i confini dell' anima non li troverai»
Mi prende bizzarra la divina follia
Di esiliarti in versi di poesia
Telai sottili sotto l’aria in un respiro
E rido e piango e mi dispero
E penso al verso che tinteggia
La tua bocca che vagheggia
Sospiri lontani vibrano nella cavea teatrale
Sbattono maschere in un silenzio spettrale
E squarcia la poesia
Le note della divina follia

domenica 1 gennaio 2012

365 fiori incancellabili ...Buon Anno!



Buon Anno con amore
Buon Anno con calore
Buon Anno con stupore
Il cielo stanava le stelle
le nuvole ombreggiavano la luce ribelle
L'anno...soffiava flebile il respiro
sugli aghi dell'abete vestito di oro
I nostri sguardi tremavano sorridenti
in quella notte oscura di fiabe remote e strazianti
Sulle nostre bocche oscure comparivano parole
disegnate da fantasmi inesistenti, vento di favole
Lui, usciva dall'utero del tempo atteso in ghingheri
entrava trionfante con marcia di speranze in misteri
Custode retto, inossidabile, inafferrabile
della porta sul giardino dei 365 fiori di vita incancellabile





ImageChef Custom Images Nel corso della mia vita ho "scarabocchiato" qua e là pensieri,il più delle volte in versi. Ancora oggi non ho perso "il vizio" di scrivere pensieri che nascono dal profondo, trascendente ed empirico fusi in emozioni che prendono forma... Li offro a voi per condividere insieme i percorsi dell'animo umano...Grazie!!!