La poesia si avvicina alle verità essenziali più della storia.(Platone)

mercoledì 25 dicembre 2013

Un capitolo infinito (del Natale)

Un capitolo infinito
Inesauribile e  testimoniato
Il capitolo del romanzo Natale
Una luce fioca rinsalda vitale
E arriva fino al cuore
Penetrando l’amore
Vero o falso che sia
Si confonde nella frenesia
E’ una favola il Natale
Una fiaba fatale
Un capitolo spirituale
Un solstizio sentimentale
Un momento universale  
Nel Natale  tutto si ritrova
Vecchia stella sempre nuova
Anche le non risposte
Tirate da cassettiere nascoste
Persino  grandi bugie
Miscele di enormi ipocrisie
Arrivano trafelate
Denso il profumo di pigne bruciate
Un contenitore cosmico di conservanti
Mitico principio dei vasi comunicanti
 Fraziona e livella emozioni e sentimenti
Passerà il temporale
E se ne andrà anche il Natale
E le risposte su le scale
Orbe
Mute
Fragili
Rincalzeranno il vento abituale
Ed io percorro questa via 
Non mi stanca l'agonia 
Ogni anno a Natale nell'onda sprofondo
Ed in questo immenso mare affondo





AUGURI A TUTTI I GENTILI LETTORI DI QUESTO BLOG
BUON NATALE ...anche per tutti i giorni a venire ... 

sabato 2 novembre 2013

La mia Luce *



T'immagino in quella luce

mentre guardi quaggiù

la nostra vita e la tua che fu

tra rossi papaveri e prati verdeggianti

e alberi , testimoni silenti

delle tue nuvole nere

Quella luce m' acceca

e ferma le lacrime dietro l'iride

Tu vuoi così...

Ci saranno altri giorni

senza luce che acceca

per legare dolore e nostalgia

per miscelare la vita e la morte

unica essenza che ci lega all'eternità


*Titolo suggerito da Gianna Ferri 




giovedì 5 settembre 2013

Assolo d'amore



Sul respiro del mare
Tinteggio un assolo d’amore 
Senza spostare il mio cuore 


E’ tempo di punti fermi 
Ed io ho amato solo le virgole 
Spezzate da una parentesi inutile


Vedo rivoli folli
Trivellare cortecce di emozioni
Riversate in liquide passioni 


Mi cullo nella stretta del vento 
Oscillano i pensieri di furore
Schizza un punto rosso nell'assolo d’amore 


Navigo indistinta nei flutti frizzanti 
M'asciuga le ciglia l'ala nivea di un gabbiano 
E il punto nell’assolo sfolgora da lontano

         

sabato 24 agosto 2013

C' è lui ...


Mi volto indietro e guardo il niente
M’avvolge l’inquietudine scrostante
Vacillo tra  le cocenti pietre
E la fresca riva è distante
È solo un  infernale  istante
Ma non accenna a perire
Non ho protezione
Il sole  randella sulla testa
Ho lasciato a casa l’ombrellone
La crema solare e l’olio per i capelli
E non ho portato neppure il cappello
Sono sfrigolata e  senza  difesa
Avrei una voglia folle di gridare aiuto
Non sono sola, mi segue la mia ombra
Con me c’è lui , non m’abbandona
Il mio pio Orgoglio
Sempre appiccicato, una seconda pelle
Quando l’ho scacciato si è arrabbiato
Gli ho chiesto scusa  
E poi abbiamo pianto insieme
Calpestando fazzoletti intrisi di lacrime
Sotterrandoli  nella terra asciutta
Dove nessuno potrà trovarli
E lui mi sorregge
E mi cattura con la sua forza
La vita corre sugli orli delle siepi
E l’orizzonte appare nuovo
 Ma  l'amico Orgoglio
Forte e bello e maledetto
Non ha protezione per l’insofferenza…
E attrezzati …perbacco!
Non possiamo solo  piangere insieme
Io e te!





mercoledì 1 maggio 2013

Poesia sociale


Strade brulle all'orizzonte


Quante strade brulle all’orizzonte?

Tanti occhi verso l’infinito
Realtà non previste
Vite distrutte,  spezzate a metà
Certezze dissolte 
Come neve sotto raggi di sole 
Non frutto di scelte
Solo mani balorde,
 Al grido del popolo sorde
Vestiti blu macchiati di vanità
Nascondono la nuda incapacità
In quei fiumi di parole
Buio nero e cupo, cupo e nero

L'orizzonte si stende sul vuoto

Bella la vita quando sorrideva
E su quei manufatti risplendeva
La fabbrica, il cantiere, l’ufficio, la bottega
La terra con  l’aranceto
La casa, l’auto, il vestito,
 Lo  smalto rosa tra le dita
Frutti onesti del proprio sudore
Che soddisfazione!
Era ieri, solo ieri
Che si amava quel sogno reale
Nella quiete del  germoglio serale

L’orizzonte  si stende sull’infinito

Non lasciamo vittoria alla tempesta
Pioggia e sole  s’alternano
Lasciamo che entrino dalla finestra
Insieme incolliamo quei cocci
 Alle lacrime chiudiamo  la porta 
La   forza controvento
Decora il coraggio
Non sarà per sempre notte 
Il cantiere si rianima
La fabbrica suona la sirena a festa
L’ufficio  profuma  di viole
La bottega di musica  s’allegra
E nelle verdi terre sovrasta la primavera

L'orizzonte soffuso d'arcobaleno
(I maggio 2013)




Senza ritorno 

Si riempie la Terra
Del  sale  nemico, rosso pallore
 S’impregna di freddo calore
 Accoglie quel sangue d’onore
 Un fumo nero sale
Oscura l'azzurro cielo
Il cantiere s’adombra
Di silenzio agghiacciante
Una nenia funesta s’alza esitante
La sirena avverte del lutto 
Polveri di calce s’arrestano
Su mattoni  sparsi, silenziose
 Lamiere taglienti assorbono lacrime
Il grigio avvolge l’ultima goccia d'aria
Il tempo si ferma sul lenzuolo 
Ondeggia la pezza bianca sul corpo inerme
Riposano ora le membra sfinite
Ancora sporche di duro lavoro
Il cielo terso assiste
Al muto dolore ossidato
Rotto da un urlo d’amore 
Il nulla appare d’improvviso
 Occupa  lo spazio squarciato
 Luci d’addio ricoprono la polvere
Non ci sarà più ritorno
Di pane si muore !
( 29 marzo2013)


Oggi il mio pensiero va soprattutto verso chi ha perso il lavoro  e verso  chi è precario e sull'orlo del fallimento. FORZA, non ARRENDIAMOCI, non facciamo vincere la disperazione.
Le mie emozioni vanno soprattutto verso coloro che sono morti sul lavoro e alle loro famiglie distrutte. OVUNQUE siate che LA TERRA VI SIA LIEVE!

domenica 3 febbraio 2013

Viaggio nella neve



Un viaggio
 Uno  scorcio breve
Tra le braccia della neve
Per toccare  il silenzio del cuore
Nel freddo, là dove si congela il dolore
Tra i rami secchi e la terra bruna
L’usignolo canta  una  nenia portafortuna
Volteggiando lieve lieve
Mentre muta cade la neve
Non v’è spazio tra i fiocchi
Per fermare  pensieri e occhi
Il sangue si  ghiaccia
E il gelo mi abbraccia
Tutto tace
Intorno a tanta finta pace
Non vi sono guerrieri,
Principi o cavalieri
Dorme il paesaggio
Steso sul manto adagio
Il sole non trova  varchi
Per dar luce a sogni opachi
Me ne torno al mio mare
Che le emozioni sa agitare
Geme  ad ogni pianto
Nel suo grembo il dolore ammanto

venerdì 4 gennaio 2013

Solo ieri

                                                       (Claude Monet, Ninfee Rosa,1898)


M’ingannò quel volto terso sconosciuto
Che splendea nel  silenzio mai udito
E sognai le infinite spiagge
Anche d’inverno con le piogge
E le mani intrecciate  sporche di sabbia
Resistere alle  onde robuste di nebbia
E concerti con il canto delle cicale
Al chiaro della luna, nel fascio australe

Solo ieri
Attesi eravamo ogni notte
Dalle stelle per schiarire le grotte

Solo ieri
                            Eravamo lì, nei  pensieri  dei vènti
Nelle ninfee rosa  di Monet i momenti

M’ingannò quell'alito in fermento
Tinteggiato  dal colore dell’ignoto
Né ebbi timore di colare a picco, in quel vuoto!



ImageChef Custom Images Nel corso della mia vita ho "scarabocchiato" qua e là pensieri,il più delle volte in versi. Ancora oggi non ho perso "il vizio" di scrivere pensieri che nascono dal profondo, trascendente ed empirico fusi in emozioni che prendono forma... Li offro a voi per condividere insieme i percorsi dell'animo umano...Grazie!!!