La poesia si avvicina alle verità essenziali più della storia.(Platone)

mercoledì 1 maggio 2013

Poesia sociale


Strade brulle all'orizzonte


Quante strade brulle all’orizzonte?

Tanti occhi verso l’infinito
Realtà non previste
Vite distrutte,  spezzate a metà
Certezze dissolte 
Come neve sotto raggi di sole 
Non frutto di scelte
Solo mani balorde,
 Al grido del popolo sorde
Vestiti blu macchiati di vanità
Nascondono la nuda incapacità
In quei fiumi di parole
Buio nero e cupo, cupo e nero

L'orizzonte si stende sul vuoto

Bella la vita quando sorrideva
E su quei manufatti risplendeva
La fabbrica, il cantiere, l’ufficio, la bottega
La terra con  l’aranceto
La casa, l’auto, il vestito,
 Lo  smalto rosa tra le dita
Frutti onesti del proprio sudore
Che soddisfazione!
Era ieri, solo ieri
Che si amava quel sogno reale
Nella quiete del  germoglio serale

L’orizzonte  si stende sull’infinito

Non lasciamo vittoria alla tempesta
Pioggia e sole  s’alternano
Lasciamo che entrino dalla finestra
Insieme incolliamo quei cocci
 Alle lacrime chiudiamo  la porta 
La   forza controvento
Decora il coraggio
Non sarà per sempre notte 
Il cantiere si rianima
La fabbrica suona la sirena a festa
L’ufficio  profuma  di viole
La bottega di musica  s’allegra
E nelle verdi terre sovrasta la primavera

L'orizzonte soffuso d'arcobaleno
(I maggio 2013)




Senza ritorno 

Si riempie la Terra
Del  sale  nemico, rosso pallore
 S’impregna di freddo calore
 Accoglie quel sangue d’onore
 Un fumo nero sale
Oscura l'azzurro cielo
Il cantiere s’adombra
Di silenzio agghiacciante
Una nenia funesta s’alza esitante
La sirena avverte del lutto 
Polveri di calce s’arrestano
Su mattoni  sparsi, silenziose
 Lamiere taglienti assorbono lacrime
Il grigio avvolge l’ultima goccia d'aria
Il tempo si ferma sul lenzuolo 
Ondeggia la pezza bianca sul corpo inerme
Riposano ora le membra sfinite
Ancora sporche di duro lavoro
Il cielo terso assiste
Al muto dolore ossidato
Rotto da un urlo d’amore 
Il nulla appare d’improvviso
 Occupa  lo spazio squarciato
 Luci d’addio ricoprono la polvere
Non ci sarà più ritorno
Di pane si muore !
( 29 marzo2013)


Oggi il mio pensiero va soprattutto verso chi ha perso il lavoro  e verso  chi è precario e sull'orlo del fallimento. FORZA, non ARRENDIAMOCI, non facciamo vincere la disperazione.
Le mie emozioni vanno soprattutto verso coloro che sono morti sul lavoro e alle loro famiglie distrutte. OVUNQUE siate che LA TERRA VI SIA LIEVE!
ImageChef Custom Images Nel corso della mia vita ho "scarabocchiato" qua e là pensieri,il più delle volte in versi. Ancora oggi non ho perso "il vizio" di scrivere pensieri che nascono dal profondo, trascendente ed empirico fusi in emozioni che prendono forma... Li offro a voi per condividere insieme i percorsi dell'animo umano...Grazie!!!