
La notte cammino
Girovagando
Tra il cielo foderato
Di buio scavato
Come un mare profondo
Letto appartato di una barca silente
Cammino a passi ovattati
In labirinti smorzati
Odo le voci stridule del giorno andato
Eco alieno dal sommo momento
Da udire senza ascoltare
La notte setaccio
I miei pensieri in tenui fasci
Di nuvole nere e di stelle luccicanti
Li divido dai sogni di inesistenti miraggi
Esploro me stessa nel reale tormento
Che il raggio del sole nasconde acuto
Nelle ore lente ghermite da attimi consueti
Di notte io vivo
Il sogno reale del tempo vitale
Che ferma il cenacolo quotidiano
Rivela affanni e sorrisi
In un respiro dell’anima gelata
S’affrancano dolci e calde
Goccia a goccia le lacrime certe
Sapore di gemma che brilla -dice-la notte