La poesia si avvicina alle verità essenziali più della storia.(Platone)

domenica 11 ottobre 2009

PENSIERI


Galoppano lesti i miei pensieri
sfuggono al razionale discorso
animano trafelati rigetti di ragione
in rassegna eterne chimere
attraversano agili gli azzurri cieli infiniti
navigano quieti tra le onde degli immensi oceani
volano in un batter d’ali sconfinate distese lussureggianti
ubicate ai confini della Terra immersa nel kósmos

Pensieri senza tempo nel perenne scroscio vitale
s’avviano sinuosi alla soglia d’uscita
l’incontro sfuggente con gli altri pensieri
Festa terrena abbraccio profondo
miraggio celato d’incontro corrente
nei solchi profondi sterrati dall’umana ragione
oltre le fantastiche siepi fiorenti
Vibrano stanche le corde del vecchio violino

Pensieri profondi immersi nel vento caldo del sogno
nel mio mare d’inverno
bagnati dall’acqua fresca che sento baciare sulle labbra di ghiaccio
nel risveglio laconico di questo maledetto cuore
che soffre pensieri d’amore



lunedì 5 ottobre 2009

Il sorriso di un bambino


Un bambino che sorride
è una gioia incredibile per il cuore
un mondo di emozioni
si spalanca davanti agli occhi
note elevate si gettano nel vuoto
pur nel silenzio vanesio
Il sorriso di un bambino
è eterno
anche se dura solo un istante
è luce abbagliante
è un faro che si staglia nella notte oscura
è radioso
come il viso di chi è innamorato
Il sorriso di un bambino
è dolce come la nutella con il pane fresco
che gli impasticcia il mento
facciamoli sorridere i bambini
ci colorano questo mondo
con lo stupore innocente
dei loro occhi limpidi e cristallini
come arcobaleni dopo le tempeste





venerdì 25 settembre 2009

NOTTURNO

Capri -Notturno a Marina grande


E l’ora giunge, attese le tenebre
Vibrano i pensieri nell’incanto notturno
Si scagliano nell’immenso colore plumbeo
Portano via gli ultimi strascichi d’affanni
Il buio entra da tutte le fessure evocato
Incontrollabile il mio richiamo
Non c’è più luce diurna
Velato il fulgido tempo notturno
Nelle chete luminose tenebre
Che abbracciano materne
Riflessi di uno strascico vitale
Delle ore andate via insieme con un altro sole di vita
Pieno, stracolmo, traboccante d’essenze
Che mai più ritorneranno
La mente riposa sulle ombre della notte brumosa
riflessa in milioni di giochi di luci e di stelle
Accartoccia fugace gli ultimi cortei d’inquietudine
Non resta oramai che solo il rimembrar
Veli di sottili nostalgie
Nell’attesa dell’incessante rifiorire
Del riverbero luminoso di un nuovo crepuscolo mattutino.

28 settembre 2001

domenica 6 settembre 2009

SETTEMBRE



Settembre d'oro incanto perenne
nel manto avvolgente
ultimo raggio trasluce l'orizzonte
silente e tremolante l'estate
s'allontana nel brivido dei sogni
tra i nostri sguardi profondi e persi
incanto legato con forza alla terra
istanti di vita dell'erba ancora verde
accarezzata dal soffio del vento
tenero respiro di pace diurna
smorta nell'abbraccio del cielo
dalle nubi terse che si fondano alle tenebre
oscurando i nostri pensieri

Settembre nel dolce garrito
delle rondini che volteggiano libere
per le ultime danze a baciare il cielo
all'ombra dei nidi smorti vuoto che incombe
s'infiltra nelle nostre case di pietra
ancora accaldate dal sole di agosto
in attesa del freddo dal cemento nel cuore

Settembre nei dolci colori
d'oro sbiadito di foglie
che gocciano dalle braccia ramate e sinuose
tese nel vuoto insieme ai nostri volti
bramosi delle ultime essenze roventi
travasi di gelo a venire
sussurra la voce del vento stasera


Settembre sulle onde marine
le ultime vele navigano lente
verso la spiaggia deserta
abitata dalla moltitudine di orme
testimonianze del passaggio degli uomini
nel brulichio delle onde
i nostri pensieri, i nostri sogni, le nostre lacrime
affidati con slancio alle acque del mare
scrigno sicuro custode fedele
diario estivo di infinite pagine imbrattate
con gli occhi fissi nel lento ondulare del mare
tesoriere giocondo in spuma biancheggiante
ritroveremo intatte le nostre chimere


lunedì 10 agosto 2009

Notte di San Lorenzo


Notte magica, linguaggio degli occhi
velati, rimossi i desideri ritornano
speranze in aria nel falò fiammeggiante
danzano balli suadenti dell'umana gente
nella notte più calda ornata di silenzio 


Comete celesti sorridono dal plumbeo letto
asciugano le lacrime amare nella speme gioiosa
ed i cuori di ghiaccio nei sospiri si sciolgono
i pensieri volteggiano come gabbiani
in cerca di chi ci vive dentro la notte 


San Lorenzo nella tua notte che pulsa
e porta i sospiri nell'infinito
m'addormento dolcemente
nel bagliore struggente
dell'ultima stella cadente
x agosto 2003

martedì 4 agosto 2009

Autoritratto



Dentro il tramonto sfuocato
e di ghiaccio talvolta
l’allodola svolazza,volteggia,
sorvola
dopo vagabondaggi e peripezie
pur senz’ali si ritrova sotto il salice
all’angolo offre riposo
avvolge con i suoi rami sospesi
la casa la vedi, la tocchi
la brami eppur ti sembra lontana
Uscire vuoi dal guscio stretto da troppe stagioni
in letargo perenne il tuo cuore
scuoti l’elmo cucitoti addosso
apri il cuore alla vita accettata di slancio
hai dato tutto quel che riuscivi
che avevi là…. dentro
con amore e con sdegno
viandante nei sentieri della vita
hai cercato di prendere
afferrato aggressiva l’offuscato spiraglio di sole
or ora ti chiedi cosa ci sia al di là del fossato
eppure ti lasci stringere nell’abbraccio che odi


19-o8-2002

domenica 26 luglio 2009

Una nuova alba


Scruto l'orizzonte
ultimo chiarore di luna
e penso alle vite degli uomini
quante incognite
quante tristezze
quante insicurezze
adombrano nel cosmo infinito
ballando e danzando
in miliardi di vite baciate e soffocate
da te o luna intrigante
che ti appresti a salutare il sole
Sorge una nuova alba
mistero antico dell'essenza vitale
il futuro è sempre lì
dietro l'ultima stella
che si dilegua dietro la fioca luce dell'aurora
Esplodi di luce riflessa dal superbo sole
nuova alba dorata di vita futura
illumina di amore e di pace
ogni cuore terreno

mercoledì 15 luglio 2009

Ascolta (uomo del mio tempo)



Uomo del mio tempo
sei lo stesso uomo di Quasimodo?
Sei sempre quello della pietra e della fionda?
Ascolta in questo tempo
parole che escono
da bocche bugiarde
che gridano di combattere per la pace
mandano i fratelli a morire
non più nascosti dietro ai carri di fuoco
missioni di pace, scoppio di granata
inonda di rosso vermiglio
le zolle martoriate.
Fingi di ascoltare e ti commuovi per
i pianti delle madri nelle case sconfitte


Ascolta uomo del mio tempo
la tua scienza umana
il progresso tecnologico
e la STORIA
cosa ti hanno insegnato?


Ogni uomo non è tuo fratello
tu guardi il colore della sua pelle
la forma dei suoi occhi
non vedi cosa fa di giusto o di sbagliato
tu guardi di lui la sua nascita
chi è, da dove viene
lo rimandi al suo destino
e non ti importa
se avrà il pane per sfamarsi
o se l'attende il peggior fato
Ascolta uomo del mio tempo
quanti morti ancora in conto
quanti uomini ancora ai margini
prima che la guerra
prima che il razzismo
ti facciano schifo?

venerdì 10 luglio 2009

Mattino inquieto


Mattino...inquieto
La luce fioca di questa mattina
avvolge le mie ripide istanze
rivedendo le pellicole del dì fluito
una danza di burattini ondeggia nel vento
immagini sfuocate si allontanano.
Oggi è un altro giorno
l’avventura della vita continua
confronto con se stessi
confronto con la gente
fiumi di parole vuote e inutili
scolpiscono questo tempo
come fango invadono i solchi dello spirito
lasciando ritagli obsoleti che continuano ad alterarsi
si intrecciano come sottili fili di paglia
illuminati dalla fioca luce del mattino
vanno a fondo scandagliano i bassi anfratti
si perdono nei cori sguaiati delle voci di dentro
grida stridule escono dai ranghi del tempo infinito

Mattino inquieto

sabato 4 luglio 2009

PAESE MIO



Questo sole scialbo
Rischiara il giorno
Cose sconosciute
Si illuminano intorno.
Sembrano anni
Che ti ho lasciato

PAESE MIO

Appena ieri
Ti ho abbandonato
Ti rivedo tutto
Nella pellicola della mente
Il cuore gonfio di tradimento
Dalle tue braccia sono migrato
Come gli uccelli
In cerca di cibo
Dal magro nido
Sono volato
Sol per lavorare
Me ne sono andato
Su nuove strade
Or cammino
Nostalgia nel cuore
Per casa mia

PAESE MIO

Or rimembro quanto ti ho amato
Il mio cuore ti ho dato
Mai smetto di pensarti
Tu sei sempre nei miei occhi

PAESE MIO

Ti ho lasciato
Solamente con il mio corpo.
Non so quando potrò
cullarmi di nuovo nel tuo seno
Nel mio cuore lascerò questo muto dialogo
e penserò ardentemente
ad Ulisse e alla sua amata Itaca

Questo testo risale a ben 15 anni fa, era il 1994. Il fenomeno dell'immigrazione si faceva sentire anche nei paesi del sud. Si sentiva il bisogno prepotente di integrazione. Il comune del paese dove lavoravo pose in essere una buona campagna politica verso le persone provenienti dai paesi stranieri, coinvolgendo tutti gli enti locali presenti sul territorio. Si attuarono tantissime attività, scambi culturali su usi, costumi, tradizioni religiose e non. Il progetto durò alcuni mesi,con incontri settimanali su un tema diverso ogni volta con la partecipazione dei mediatori culturali. Si visionarono film, si ascoltò musica etnica , imparammo balli e danze arabe, africane, rumene , canti albanesi ed ucraini. Fu davvero un proprio bagno di cultura dell'integrazione con la partecipazione di tutte le famiglie, persone adulte,giovani e bambini.Una esperienza che mi ha dato molto, ha contribuito alla mia formazione, un'esperienza che non dimenticherò mai.Nell'ambito della manifestazione finale, nacque il pezzo che vi ho postato.Ricordo gli occhi lucidi di molti immigrati dopo averne ascoltato la lettura, non perchè particolarmente bello, ma probabilmente per la "materializzazione" a livello mentale del proprio paese di origine.


ImageChef Custom Images Nel corso della mia vita ho "scarabocchiato" qua e là pensieri,il più delle volte in versi. Ancora oggi non ho perso "il vizio" di scrivere pensieri che nascono dal profondo, trascendente ed empirico fusi in emozioni che prendono forma... Li offro a voi per condividere insieme i percorsi dell'animo umano...Grazie!!!