La poesia si avvicina alle verità essenziali più della storia.(Platone)

venerdì 25 giugno 2010

Questo nostro grande cuore azzurro


Oggi sono un pò triste, la nostra nazionale di calcio è uscita dai mondiali... senza andare a fondo della questione , credo che sia dispiaciuto a tutti. Certo , non è la fine del mondo, e ci sono problemi molto più seri su cui riflettere...ma se ci pensiamo bene, il calcio, la Nazionale in particolare, rappresenta un alto momento di unità... un popolo si ferma, cadono persino le differenze politiche, culturali,sociali, 90 minuti di "frenesia" tutti o quasi(c'è sempre qualcuno fuori dal coro) incollati alla tv, da soli, ,in famiglia, a piccoli o grandi gruppi, maxischermi nelle piazze, i colori italiani stagliati dappertutto.... un momento colorato, bellissimo di forte coesione, oserei dire di fratellanza ( e a questo punto mi chiedo perchè non lo sia anche per altre cose, forse anche, anzi sicuramente più importanti,:misteri umani)...
Ecco, questi eventi mi fanno riflettere,mi fanno capire che in fondo il concetto di appartenenza è importantissimo, è vitale per un popolo.
Peccato che ciò si palesa solo per una "banalissima partita di calcio.
Non sempre si può vincere .... ma quando si vince è bellissimo.
A questo proposito, vorrei condividere con voi un testo in prosa che scrissi nel 2006 ... dopo la MAGICA NOTTE DI BERLINO.


QUESTO NOSTRO GRANDE CUORE AZZURRO!



La loro faccia d’aquila con gli occhi chiari ravvicinati, illuminati dalla luce abbagliante della vittoria di gruppo, resterà impressa nella storia dell’uomo ludico, organico, razionale, faber, dell’uomo in una parola “umano”.Quanta trepidazione quella sera del 9 luglio 2006, è allora che mi sono anche sentita orgogliosa di essere italiana con il tricolore stagliato alto nel cielo, nel cuore. Non ci credevo, eravamo noi i campioni del mondo, dopo 24 lunghi anni, ora svettavano i nostri azzurri dal tetto maestoso del calcio mondiale: non ci credevo….. come gridava Fabio Grosso che ci ha regalato la finale col suo splendido gol, assurgendo a simbolo della fatica che si tramuta in virtù.Una galoppata cominciata il 12 giugno; la nostra nazionale, la mia, quella che seguo da sempre…….. partita dopo partita il sogno si fa sempre più vicino, passiamo il primo turno, prendo le mie bandiere e tappezzo il terrazzo, siamo ai quarti…. I ragazzi sono gasati, fanno gruppo,uno splendido gruppo, ce la possiamo fare…Il 4 luglio…la ricordate? La “partita delle partite”, forse più terribile e sofferta della finale.......... Italia-Germania, il gioco si fa duro ed era ora! Facile parlarne adesso che è storia passata: siamo i dominatori del gioco, i padroni di casa tengono duro e ci fanno comunque soffrire. Ma non possiamo perdere questa sfida che va oltre la brama del titolo: i tedeschi ci hanno schernito alla vigilia, apostrofando “nano velenoso” Rino Gattuso, Ringhio, il gladiatore che ha saputo sempre scatenare l’inferno in campo con la sua determinazione da uomo del sud, l’angelo calabrese modesto, valente e prezioso, grande tra i grandi, con quelle testate ridicole.........hanno boicottato i nostri prodotti, hanno scritto “non mangeremo più la pizza", lapidario mister Lippi “peggio per loro” . I tedeschi continuano con i titoloni :“Arrivederci, Pizza!”, “Ciao, belle!”, indirizzato alle belle mogli e fidanzate dei nostri! I nostri connazionali che lavorano in Germania fanno gli scongiuri" ragazzi questi qui ci metteranno poi in croce per mesi" forza, dobbiamo farcela. E ce l'abbiamo fatta.Alla fine sono gli azzurri ad aver cantato vittoria. “Ciao, belli!”, ai tedeschi: partita passionale, magnifica, sudata, amata, la più bella in assoluto! ' magnatevi sta pizz' ” ora gustatevi ‘sta pizza”. Su corner, la respinta della difesa tedesca è preda di Pirlo al limite dell’area che serve Grosso: che sogno, di sinistro...è gol al 14’ del secondo tempo supplementare, quando il nostro Buffon già pensava ai rigori e sentiva crescere l’ansia mista al peso della grande responsabilità. “Fabio Grosso! Fabio Grosso! Dio mio.. Dio mio.. Fabio! Fabio! Fabio Grosso!” grida stemperando la sua immane tensione Civoli su Rai Uno emozionando infinitamente…quanto abbiamo esultato! E poi lui, alcuni neanche se ne accorgono ma Del Piero ci porta con una sicurezza schiacciante in finale contro la Francia di Zinedine Zidane segnando al 16’ con il suo destro a giro! Si scatena l’ira di Dio: funerali appositamente allestiti per l’ormai tramontata Germania superba e vanagloriosa, automobili inghirlandate col tricolore delle bandiere, dei nastri, o dipinto addirittura, urla, bagni di spumante, cori, fino alle 3 del mattino quasi ovunque! Ovvio, una bella pizza! Il sogno continua, è sulla strada della realtà: è finale, ragazzi! Nazionale - spettacolo: la quarta stella è vicina! Ma la Francia è dura. Niente paura: il film dei leoni azzurri con la dedica di Zambrotta, l’urlo di Grosso, la roccia della difesa con Capitan Cannavaro, migliore del mondiale, secondo solo a Zizou, bello e vigoroso il ragazzo della Loggetta che, raccattapalle con Ciro Caruso, al San Paolo ottenne, ancora ragazzaccio con la passione del calcio, i pantaloncini dell’idolo di tutti i napoletani, Maradona, e ancora la disperazione di De Rossi, il fallo di Materazzi che regala un rigore alla Francia e poi il riscatto con il gol al 19’ pt, il segno di Totti, la grinta di Gattuso, le sue lacrime, la sua audacia, il cervello di Pirlo, l’imbattibilità di Buffon , il codino di Camoranesi, il contributo di tutti i protagonisti azzurri, e il valore, il contegno, la prudenza, l’indifferenza di chi va deciso per la sua strada, quella della vittoria, la fierezza e la convinzione di Marcello Lippi. E poi lui, Zizou macchiatosi a Berlino con quel colpo proibito, bruttissima figura per un campione di quel calibro a fronte della sua classe entusiasmante, quella di chi proviene dal basso e sa poi volare altissimo!Nulla da fare sul campo di gioco. Questa finale ce la giochiamo ai rigori! L’ansia sale, è un trambusto comprensibile, c’è già chi si copre gli occhi, non si ha la forza di guardare,chi in piedi, chi seduto con le mani nei capelli……fuori non si ode un sussulto, regna un silenzio indefinibile……Comincia l'Italia: batte Pirlo e segna.L’urlo: E’ GOAL, cominciamo bene. Poi c'è Wiltord: anche lui non sbaglia. Ancora Italia: Materazzi segna con un sinistro rasoterra.Forza ragazzi, forza azzurri, possiamo sognare. Sul dischetto Trezeguet, proprio lui, rieccolo il francesino dal sorriso accattivante che ci tolse il sogno europeo,( r) : calcia sulla traversa, la palla rimbalza a terra ma è fuori. Si leva un boato impressionante di gioia. Sembra la "vendetta" dell'errore di Di Biagio nel '98. Tocca a De Rossi, forza biondino, non mollare, non molla e segna in grande sicurezza. Sul dischetto Abidal: segna di sinistro con freddezza. Va Del Piero sul dischetto: lunga rincorsa e gol. Pinturicchio ha fatto il suo dovere. Sagnol per la Francia: è il quinto calcio dei francesi e il terzino non sbaglia. Il rigore decisivo per gli azzurri è per Grosso, la rivelazione decisiva della squadra azzurra. E segna: L'ITALIA È CAMPIONE DEL MONDO PER LA QUARTA VOLTA.Nessuno potrà cancellare quei momenti magici, nessuna” sconfitta”(come quella di Italia Slovacchia di ieri .purtroppo) potrà mai cambiare questo nostro GRANDE CUORE AZZURRO!
Luglio,2006

RESTERANNO PER SEMPRE DEI RICORDI BELLISSIMI.
Ognuno di noi ricorderà dove era, con chi, cosa faceva in quel momento.
P.S.Chiedo scusa per l'insolita tematica!

martedì 15 giugno 2010

A volte ritornano


Nelle notti buie
A volte ritornano i souvenir
Retaggi di remote memorie
E il riflesso del sole
Nel mio pensiero giace
Combatte con le nuvole scure
Intrise dalle mie fobie
Vestite di allegri spettri
Che frugano tra le rovine
Abitate da silenziosi guerrieri
Spietate ombre d’inganni
Disarmonici rimpianti
Oscillati dal vento straniero

E irradia i solchi dei miei ricordi
La nuova luce del mio sole
Colorata d’amore e di fuoco
Traccia i confini della notte
Muovendo il pensiero
In un dolce dipinto su tela
E’ ancora una bozza innocente
Come tenera edera rampicante
Una immagine nasce dal fondo
Una futura fiaba diffonde
Le sue nuance profonde

lunedì 7 giugno 2010

La stazione


Brulichio di voci
Assordanti
Tanti volti dissimili
Sconosciuti
Chi va e chi viene
Arrivi e partenze
E’ uno squarcio di vita
Una stazione
Sulle banchine asciutte
Si consumano incontri
Amori,amicizie, conoscenze
Una ricchezza vitale infinita
Nell’aria eterea
L’essenza di tante esperienze
Si sfiorano in un tempo finito
Lunghissimi momenti
Inebrianti di luce terrena
Si ibridano e si fondono
Nel fischio del treno
Che mi riporta alla mente
Immagini sbiadite nel tempo
Al nostro cuore di ragazzi
Tra i libri e le nostre canzoni
Seduti sulla banchina dell’amore
Nella nostra stazione
In attesa del nostro treno della vita
E afferrarlo al volo
Per osservare i ciclamini dal finestrino

venerdì 21 maggio 2010

Spiagge


Sulla spiaggia cristallina
Dalla notte dei tempi
Immagini ignote
Solcano la mente
Dalla sabbia silenziosa
Aloni di storia
Nascosta in ogni granello
Le onde occultano
Segreti del tempo
Memorabili tragedie
Nelle vicende degli uomini
Un tempo si arrivava dal mare
Dal fondo sbucavano i saraceni
E razzolavano le donne
Il volto scuro si specchiava boriosamente
Nel mare agitato dal concerto di orde
Portava nel vento le voci e i sussulti
Testimone perenne il mare immortale
Di baci rubati , di sesso sfrenato
Di incontri galanti, di amori vibranti
E il fragore delle onde spumose
sfondo stregato di echi andati
privi di suoni , persi nei secoli
E il mio sguardo si perde nel tempo
E l’acqua riflette il profondo

domenica 9 maggio 2010

La nostra terra, siamo tutti Peppino Impastato


La nostra terra è il meridione
ricca di storia gloriosa
Provenienti da ogni parte del mondo
I nostri Padri
Fenici,Greci,Normanni
Angioini,Asburgo,Borboni
fecero grande questa terra
Stirpi estinte nel tempo finito
ma ancora vive nei nostri occhi
la storia è dentro di noi
in ogni angolo di questa terra
con il sole in bocca ed il mare negli occhi
Ti amiamo terra bella e maledetta
uomini illustri sono nati dalle tue viscere
uomini di merda vi son cresciuti
ti hanno calpestata,ferita a morte
mafia, camorra ,ndrangheta
le piante malvage hanno scavato a fondo
hanno reso questo giardino
teatro di sangue, lotte e fucili
orde maligne di uomini senza onore
bruciano la nostra illustre storia
Voglia di riscatto e voglia di cambiare
Peppino Impastato, il coraggio
I suoi primi cento passi
Contro la “montagna di merda”
A noi l’ardire degli altri mille
E la nostra terra rifiorirà
Come una venere superba
Che rinasce a nuova vita.



PEPPINO IMPASTATO:
" Mio padre, la mia famiglia, il mio paese!!! Io voglio fottermene! Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente"

LEGGENDO QUESTE PAROLE HO AVUTO DEI BRIVIDI... SONO QUESTI GLI UOMINI CHE LA SOCIETA' DEVE RICORDARE, SONO QUESTI GLI ESEMPI DA PORTARE TRA I GIOVANI.

Peppino Impastato viene assassinato il 9 maggio 1978, qualche giorno prima delle elezioni e qualche giorno dopo l'esposizione di una documentata mostra fotografica sulla devastazione del territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi: il suo corpo è dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea ferrata Palermo-Trapani.
Peppino è morto per colpa della mafia, ma è stato riconosciuto solo qualche anno fa. Lui voleva un paese libero dall’oppressione mafiosa per questo si inventò radio Aut, una radio in cui venivano trasmesse ironicamente le vicende di Don Tano, il boss di Cinisi.

lunedì 3 maggio 2010

Gocce di tristezza


Pensieri incalzanti
Nel vuoto sottostante rimbalzano dentro
Gocce di tristezza a fiotti schizzano
Nè il solco di questo sconosciuto amore
Riempie la vita che ti passa accanto
Nel frastuono smorzato
strappi i fili e chiudi i sensi
vuoi perdere i ricordi
affidarli al vento
che li porterà in alto
e li regalerà alle nuvole peregrine
Tra le braccia del cielo
le gocce di tristezza
scintillano nelle luci d’infinito
le guardi con il vuoto negli occhi
mentre io invano ti cerco
all’orizzonte
tra le macerie degli ultimi sprazzi
di un dolce sole in agonia
vorrei bere avidamente
alla fonte della tristezza
deglutirle tutte
goccia dopo goccia
mentre trema il respiro
e lentamente fluisce
questo amaro silenzio
inesorabile verso il mare
tra le lacere vele d’amore.


sabato 24 aprile 2010

PARTIGIANI

Paura e angoscia della notte serrata
pianto delle donne sulla neve candida
accanto ai corpi dei loro uomini uccisi
il lamento dei lupi nel vento delle tenebre
accerchiati nel suono cupo dello scempio
la brama di speranza dormiva entro l’orrore
Solo le loro bocche chiuse gridavano mute
“il nostro sangue non sia vuoto, rifioriamo
dalla morte nei nostri corpi avvolti
dai teli della patria nostra
alzati e risplendi stirpe
porgi onore ai tuoi morti
figli della terra diletta
batta il vostro cuore dentro il petto”
Con occhi lucidi e cuore in gola,i lupi
attraversarono il fiume in piena
ululando all’impazzata le grida stridule
della speranza oltre l’orrore, lacerato
E il cuore d’improvviso ricominciava a battere


ONORE A TUTTI I PARTIGIANI,AI SOPRAVVISSUTI E A QUELLI CHE HANNO VERSATO IL LORO SANGUE PER FARCI VIVERE IN UN PAESE LIBERO.

ANTIFASCISTA SEMPRE!!!





Questo testo l'ho già pubblicato in questo blog,poco dopo l'apertura di questo spazio
lo ripropongo perchè mi sembra adeguato a celebrare il 25 aprile.
Inoltre "Partigiani", insieme ad un altro testo "Brivido" sempre già pubblicato in questo blog, è stato pubblicato nella sezione inediti di una rivista letteraria "L'ortica" di Forlì nel 2009.
Devo ringraziare per questo bellissimo evento un carissimo amico, Giovanni Spagnoli,che leggendo le mie poesie le ha segnalate alla direzione della rivista.
Giovanni Spagnoli, forlivese di nascita, è uno scrittore di grande esperienza, sia di romanzi, sia di racconti che di teatro. La sua scrittura è viva e spumeggiante, cattura il lettore coinvolgendolo nell'essenza viva dei suoi personaggi. A questo
link trovate il suo ultimo libro
Ho conosciuto Giovanni Spagnoli sul web per la stessa passione politica che ci accumuna. Grazie Giovanni!

La poesia nella rivista"L'Ortica"

domenica 18 aprile 2010

Nube d'aprile



Lente,lente scorrono le ore
Il tempo è inafferrabile
In questo dì di aprile
L’anima geme
Nell’essenza sfrontata
Risale la notte
Lungo il silenzio
Che svela dolci canzoni
Fra gli intimi varchi
Dei miei respiri
Mi sento nube d’aprile
Nella dolce tempesta
Sospinta dal vento
Verso la maestosa vetta
Che lacera e sferza,
Volteggiando nel ciclone
Mi lascio cadere
Nel grembo segreto
Accogliente e sicuro
Senza perimetro
M’ adagio tranquilla
Sbriciolate le ossa
Divento piuma assopita
Nell’assenza di giorni migliori

sabato 10 aprile 2010

Disincanto


La fioca luce
È accesa
Nella mente graffiata
dal tuo amore vano
La gola arsa
ingurgita il dolore
nel ricordo straziante
di giorni strapieni
di gelidi diamanti
E così appare
Il disincanto
Disegnato sul tuo volto
Di marmo
Che la pioggia
Non bagna
Una vita
Un percorso
Tante strade si scorgono
Dalla finestra aperta
Che lascia penetrare
L’odore dell’aurora

martedì 6 aprile 2010

Nuvole


Nel cielo
disfatto
Sostano
le nuvole
A primavera
Sopra
la terra rinata
Nei giardini
di primule
Sulle colline
verdeggianti
in attesa
di andare oltre
il silenzio stanco
del cielo

Nubi
di passaggio
Sospinte
dal vento
in un dolce
soffio
latino
Vanno
in tutte le direzioni
cambiano forme
mutano colore
attenuano il grigio
non hanno regole
sono libere
di sognare
Sono pensieri

ImageChef Custom Images Nel corso della mia vita ho "scarabocchiato" qua e là pensieri,il più delle volte in versi. Ancora oggi non ho perso "il vizio" di scrivere pensieri che nascono dal profondo, trascendente ed empirico fusi in emozioni che prendono forma... Li offro a voi per condividere insieme i percorsi dell'animo umano...Grazie!!!