Un viaggio
Uno scorcio breve
Tra le braccia della neve
Per toccare il silenzio del cuore
Nel freddo, là dove si congela il
dolore
Tra i rami secchi e la terra bruna
L’usignolo canta una
nenia portafortuna
Volteggiando lieve lieve
Mentre muta cade la neve
Non v’è spazio tra i fiocchi
Per fermare pensieri e occhi
Il sangue si ghiaccia
E il gelo mi abbraccia
Tutto tace
Intorno a tanta finta pace
Non vi sono guerrieri,
Principi o cavalieri
Dorme il paesaggio
Steso sul manto adagio
Il sole non trova varchi
Per dar luce a sogni opachi
Me ne torno al mio mare
Che le emozioni sa agitare
Geme
ad ogni pianto
Nel suo grembo il dolore ammanto

23 commenti:
Bella la poesia cara Myriam, e pure la canzone che ci ricorda l'amata Mia Martini.
Ciao e buona settimana amica.
Tomaso
"Viaggio nella neve" è il titolo di questa nuova creazione di Miryam, che parla appunto di neve e mostra per altro l’immagine di un’ampia distesa bianca, ma allude a ben altro, ovvero al gelo interiore, che nasce dalla vista di un lager ormai vuoto, silente, deserto, dove s’ode soltanto il cinguettio d’un usignolo, che fa da contrappunto a quella desolazione surreale.
Il ghiaccio che avvolge il lager, un tempo brulicante di creature ed ora avvolto in una strana quiete, è come se fosse riuscito a “bloccare il dolore”, imprigionando sia la sofferenza delle vittime che la malvagità dei carnefici.
Intanto nevica e “non c’è spazio per fermare i pensieri”, come se i fiocchi cadenti fossero il simbolo del tempo che passa e dunque non può tornare indietro, ravvivando ricordi insopportabili.
Il gelo sembra essere il solo custode di quel luogo terrificante, ove ormai non v’è più nessuno a testimoniare le nefandezze perpetrate ai danni un’intera etnia, neppure “il sole trova varchi” fra la coltre grigia, per ravvivare desideri vaghi e indistinti.
L’autrice allora decide di tornare al suo mare, la distesa liquida, considerata come una madre, capace di accoglierla nel proprio “grembo” e sciogliere il suo dolore in pianto.
Nel chiudere queste brevi note, non si può non sottolineare l’alto valore poetico di questo brano, che è riuscito a coniugare impegno civile ed intimismo, in una sintesi di raro equilibrio e pertanto veramente ammirevole.
Sempre emozionanti i tuoi versi, cara Miryam.
Ho pubblicato la tua poesia "Solo ieri".
Baci
Poesia molto toccante,complimenti cara Miryam,un abbraccio.
Ciao Miryam, come al solito lascio a Nigel il compito di dissecare e commentare la tua poesia. Io ti dico solo che mi piace molto e che condivido ancora una volta la scelta della canzone. Peccato che Mia abbia deciso un giorno di lasciare questo mondo per andare a cantare nell'altro. Buona serata.
Grazie Tomaso... vero la canzone è bellissima, una delle mie preferite... Ciaooooo
Ciao Nigel... come mi piacciono le tue recensioni... vanno proprio nel profondo, scavano i versi.
Questa che hai fatto è molto bella e spiega perfettamente questo componimento... GRAZIE..Un abbraccio!
Grazie a te Gianna...
UN BACIO GRANDE!
Grazie Massimo, un abbraccio!
Grazie Elio, hai ragione, c'è poco o nulla da aggiungere all' analisi di Nigel (BRAVISSIMO).... anche a me piace molto questo brano di Mimì... e tutte le altre sue interpretazioni. Peccato ci abbia lasciato così presto... Un abbraccio!
Scusa la lontananza, sai... Miryam, grazie! Avevi fatto una promessa, e l'hai mantenuta... (nel '56 Mimì ed io c'eravamo)
"La felicità è un profumo che non puoi versare sugli altri, senza che te ne cada qualche goccia addosso..! (anonimo)"
Le Tue poesie non hanno pari, come questo "viaggio" attaverso la tua Anima candida, in stupendi versi
Buon Carnevale "senza scherzi" !
Grazie Fausto... ricordo quello scambio di battute sul FB a proposito del brano di Mimì...
Ma questa poesia è nata sui monti dell'alta irpinia ... e poi osservando la cima imbiancata del nostro gigante dormiente.
La felicità ... Fausto... è essa stessa una goccia .. e , come diceva Immanuel Kant ( uno dei miei filosofi preferiti)... "La legge morale del DOVERE non implica nessuna felicità. La legge è pura, non può avere nessun condizionamento, nemmeno quello della felicità.
Anzi, il desiderio della felicità è immorale: se guida il mio agire lo guasta. Si pone prima del
dovere!" ...( Semplicemente grande, un UOMO prima ancora che un filosofo.)
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Lo so, poca c'entra con la poesia ... ma il tuo commento e l'aforisma me lo hanno fatto tornare alla mente....:-)
Grazie del commento, della tua attenzione e sincerità.
Un abbraccio.. e " EVVIVA LA NEVE" ...anche quella post 56...:-)
bellissima,il silenzio gelato di un luogo di dolore che non si scioglie e quel desiderio urgente di scappare e di tornare all'abbraccio del mare
un saluto affettuoso
Cara Miryam, come sempre sai dare corpo e forma ai tuoi versi, rendendo tangibile l'atmosfera con la quale li esprimi... ora in allegria... ora in tristezza... e la neve da la sua nota di colore in quel contesto racchiuso in un recinto fatto di rete e filo spinato....Ciao...
Franco
Ciao Graziella...
Ho avuto questa impressione
" EMOZIONANTE" ....
La neve, è statica, lenta...e congela ogni "essenza" ....
PARALIZZA ....:-) Il mare è movimento continuo... ora lento, ora agitato...regge e muove l'interiorità... anche i pensieri si cullano...e, spesso, vanno a fondo e/o, a volte, possono volare... Bellissime emozioni!
GRAZIE, un bacio!
Grazie Anonimo...
"Vuolsi così colà dove si puote"...
Saluti!
Myriam, carissima amica,
trasformare in versi, emozioni che trai da ogni situazione che appare ai tuoi occhi, è la tua specialità, saperle trasmettere agli altri è una virtù.
Fiocchi di neve, paesaggio immacolato ma statico, candore che può abbagliare gli occhi ma, rallentare il battito del cuore...ed ecco che Myriam si rifugia nel ricordo di quei fremiti di vitalità che le onde del mare sanno donare!
Stupenda poesia, sai bene quanto condivido il tuo amore per la nostra terra!
".....ciò che si vuole... e più non dimandare....." :)))
Salutissimi
Grazie Rosetta.... Molto contenta di risentirti.
Non so se i miei testi possano essere definiti "poesia", una parola bellissima... quella di scrivere su qualsiasi cosa è una "deformazione" innata del mio pensiero... non so neanche quando ho cominciato... forse da bambina, ero alle prime classi delle elementari, forse seconda, scrissi un pensierino alla lavagna su una vicenda che mi aveva colpito... la maestra non ci poteva pensare e mi portò per tutte le classi a scrivere quella frasetta... mostrando LEI un orgoglio forse esagerato... ma quell'episodio mi è rimasto impresso e lo ricordo spesso con piacere ... forse è stato quell'imput ad "armare" la mia mano con la penna...:-)
La scrittura è libertà, è sfogo, fantasia... ed anche un modo per scrollare il dolore o la malinconia che è tipica dell'essere umano.
GRAZIE ancora , un grande bacio!
Ciao Carissima Myriam, anche se non commendo , spesso in un radioso silenzio lunare, mi bagno nelle scintillanti acque poetiche del tuo amorevole bel cuore.........
Stupenda! Il dolore ammantato dal gelo , il senso di una terribile realtà avvolta dal silenzio della neve.....ho provato una grande emozione....
Grazie Raffaele... sempre molto buono con me. Baci!
Grazie Paola. BACI!
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