La poesia si avvicina alle verità essenziali più della storia.(Platone)

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martedì 23 giugno 2009

Il nostro palcoscenico

Il palcoscenico della vita
opera dell'artista Aldo Zanetti




Siamo immersi in una moltitudine di cose che ci appaiono come significati, a cui diamo un senso, a volte profondo, a volte tenue.


La vita, spesso, diventa un palcoscenico su cui ci esibiamo.


Noi siamo gli attori sociali. Recitiamo il nostro copione ed indossiamo la nostra maschera. Talvolta accade che lo facciamo inconsapevolmente, mossi dal nostro istinto non mutuato da nessuna forma di riflessione sui modelli culturali che avevamo imparato ad usare come una seconda natura.
Talvolta invece ci mascheriamo, o tentiamo di farlo, di proposito, per non ferire, per non infierire ulteriormente o per non mostrare le nostre fragilità.
Altre volte succede che recitiamo a soggetto, pervasi da sincerità o, al contrario, da ipocrisia, secondo le oggettivazioni che abbiamo derivato, soggettivamente, dal comportamento degli altri.
Finché...il nostro palcoscenico regge l' impianto metafisico vitale, a-priori trascendentale, categoria dello "spirito" di hegeliana memoria !
Siamo esseri umani con le nostre maschere, belle o brutte che siano.
Troppe volte continuiamo a danzare sulle nostre scene mondane rimembrando i vissuti pregressi, velati da concezioni scettiche a noi stessi, autoconvincendoci che nulla potrà mai essere diverso o come noi vorremmo che fosse!
Niente nella vita da palcoscenico ha alcun significato tranne quello che noi gli diamo.
Una delle meravigliose essenze degli esseri umani è quella nostra innata abilità nel dare un significato sconvolgente, devastante o glorioso e apprezzabile a ogni evento empiricamente vissuto come fenomeno interno del nostro agire sociale e/o come esperienza esterna, fuori dal nostro mondo, lontano dalle nostre credenze e dai nostri modelli.
Chi ha sofferto nel passato, ad esempio, per amore , decide che a causa di quello non amerà mai più. Chi ha subito delusioni da un amico decide di non credere più nell'amicizia e di non considerare più nessuno, se non effimera mente, un amico.
Altri invece evidenziano la trasformazione che un significato forte può dare: "
ho subito delle ingiustizie, non farò mai qualcosa di deplorevole verso gli altri, sarò sensibile, cercherò sempre l'empatia nell'altro , oppure ho perso una persona cara per l' inettitudine di qualcuno o per le ingiustizie che ci sono nel mondo, sarò intransigente e combatterò allo stremo delle mie forze affinchè questo non accadrà mai più a nessun altro essere umano"
Molte sono state le definizioni sull'Uomo, ne citeremo qualcuna :

Nietzsche (…) definì" L’Uomo" come l’"animale non ancora definito".

Kant: (...) "Da un legno storto come quello di cui è fatto l’uomo, non si può costruire nulla di perfettamente diritto"

Jean Baudrillard, così lo definisce: " L’uomo è una mosca prigioniera del virtuale"

Per Arnold Gehlen(...) "L'uomo è un animale indebolito"(..) "L’essere umano risulta quindi essere "ingenuo" per eccellenza, costretto a "fare esperienza" del Mondo, per renderselo "familiare", ovvero "assoggettarlo".

Dobbiamo ritrovare il nostro "senso" osservando l'esterno e rapportandolo empiricamente al nostro interno.



Rivoluzioniamo la nostra vita creando sempre nuovi significati, guardando al passato come insegnamento e al futuro come azione. Tutti abbiamo la capacità di creare significati che ci danno la forza e il coraggio di continuare a recitare sul nostro reale palcoscenico e ad indossare la nostra maschera preferita!
ImageChef Custom Images Nel corso della mia vita ho "scarabocchiato" qua e là pensieri,il più delle volte in versi. Ancora oggi non ho perso "il vizio" di scrivere pensieri che nascono dal profondo, trascendente ed empirico fusi in emozioni che prendono forma... Li offro a voi per condividere insieme i percorsi dell'animo umano...Grazie!!!