Le onde continuano nel loro perpetuo motoabbracciando sinuose il mare
palcoscenico di recite drammatiche
spettacolo di morte e dolore
spettatori senza occhi
guardano indifferenti
non un consueto transito di cigni selvatici
o uno stormo di gabbiani erranti
Sciame di Uomini dagli occhi vitrei
come i carboni appena spenti
Labbra serrate su volti smunti
Ammucchiati come sacchi su zattere malandate
Naufraghi in cerca di terra
Fuggiti dalle proprie zolle
Traditi dal proprio cielo
Con i propri fardelli verso
un futuro migliore
È la massa scura che travalica i confinisi sposta sulle carte geografiche
Ricercando pane e lavoro
sale sulle barche all’imbrunire
Addio terra natia,addio
Uomini,donne,bambini
Risucchiati da un barlume di speranza
Da quella luce nelle loro menti sempre più fioca
Svanisce con il trascorrere del tempo
Paura e angoscia tra le onde in burrasca
Anche la sete si spegne e la fame non si fa più sentire
Il sangue dei vinti si è fatto di ghiaccio
donne dagli occhi sbarrati sulle facce smorte
abbracciano i bimbi tremolanti
Li stringono al petto ove battono cuori di madri
Come a tutte le mamme del mondo
Piccole creature in tragedie adulte
Dentro ai fossi della morte
Hanno visto la luce nel buio di una notte
In assenza di albe di speranza
tramonti scuri come nuvole grigie
Pur col sole basso all’orizzonte
Le notti uguale ai giorni
La traversata della speranza attesa
Incontra la morte
Che il mare seppellisce nelle viscere
Quante lacrime mescolate alle spumeggianti onde
se non si muore
E si sta per approdare
Urta contro l’indifferenza degli altri uomini
Non è la migrazione degli uccelli
stormi con le ali della libertà
Se questi sono uomini
La terra è fredda come le rocce
non la riscalda il primo sole dell’aurora di questo millennio
Antico nei cuori degli uomini
Non è mio
è del passato remoto
E rivive nel presente
Negli occhi plumbei dei migranti