
Fioriscono le mimose
Gialle, colore del sole
Che abbraccia i nostri corpi
E riflette occhi di madreperla
Avvolti nella perenne speranza
Di non chiudere i bagagli dei ricordi
Di leggere nuove pagine di vita
In cammino su sentieri sicuri
Dopo le lunghe strade tortuose
Gialle, colore del sole
Che abbraccia i nostri corpi
E riflette occhi di madreperla
Avvolti nella perenne speranza
Di non chiudere i bagagli dei ricordi
Di leggere nuove pagine di vita
In cammino su sentieri sicuri
Dopo le lunghe strade tortuose
Di dolore a piedi nudi
Divine creature ci hanno chiamate
I grandi poeti nelle liriche d’amore
Donne, compagne di vita
Donne, generatrici di vita
Donne, sussurri di vita
Essenze tra l’etereo e il terreno
Timide e vivaci
Decise e insicure
Riflessive e spontanee
Angeli e demoni
Un alito di vento risveglia
Antiche malinconie
E scintille di felicità
Raccoglieremo ancora
Nel giardino odoroso
Le rose con le spine
E sulla soglia sparsi
I petali dei nostri fragili giorni
Spazzati dal vortice profondo
Profumato dal nostro coraggio
E ci vestiremo di giallo
E con la mimosa nei capelli
Sapremo trovare nuovi accordi
E cantare canzoni al cielo
In una nuova primavera
Divine creature ci hanno chiamate
I grandi poeti nelle liriche d’amore
Donne, compagne di vita
Donne, generatrici di vita
Donne, sussurri di vita
Essenze tra l’etereo e il terreno
Timide e vivaci
Decise e insicure
Riflessive e spontanee
Angeli e demoni
Un alito di vento risveglia
Antiche malinconie
E scintille di felicità
Raccoglieremo ancora
Nel giardino odoroso
Le rose con le spine
E sulla soglia sparsi
I petali dei nostri fragili giorni
Spazzati dal vortice profondo
Profumato dal nostro coraggio
E ci vestiremo di giallo
E con la mimosa nei capelli
Sapremo trovare nuovi accordi
E cantare canzoni al cielo
In una nuova primavera

La parola donna deriva dal latino ed è una forma abbreviata della parola "domina", cioè padrona. FIno agli inizi del Trecento, per dire Donna si usava il termine "Femmina", ma poi in Toscana invalse l'uso di "donna" e da lì il termine si diffuse in tutta Italia.
La festa dell' 8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di un'industria tessile di New York fece sciopero per protestare contro le terribili condizioni lavorative. L'8 marzo la proprietà dell'Azienda bloccò le uscite della fabbrica per impedire l'uscita. Si sviluppò all'interno un incendio che uccise 129 operaie di cui alcune anche italiane immigrate in America. Questa data è diventata dunque il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nei secoli.
Pertanto non facciamo di questa "festa" l'ennesima festa del consumismo o,peggio,come un giorno in cui la donna si sente al pari dell'uomo...Noi dobbiamo conservare la nostra femminilità e la nostra dignità sempre, in ogni momento dell'anno, non solo l'8 marzo. Che sia questo, invece un giorno per riflettere più a fondo sulla nostra condizione e su quella di milioni di donne sparse in tutto il mondo. E che sia un giorno dal quale ripartire per continuare a mostrare tutta la nostra forza, tutta la nostra intelligenza, tutto il nostro coraggio.
Ed oggi, soprattutto nel nostro Paese,ce ne è più bisogno che nel passato.
E sapete tutti perchè.