La poesia si avvicina alle verità essenziali più della storia.(Platone)

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lunedì 14 dicembre 2009

Un po' dei miei sedici anni


Incertezza
A volte vorrei fermare il tempo
Ma non so scegliere il momento
Intanto i giorni passano
E la mia vita scorre
Come un fiume
Inesorabile verso il mare.


Arsure
Masse di fuoco roventi
Rotolano lungo il pendio del mio cuore
Il loro passaggio provoca
Arsure paurose di vendetta
Di odio
Poi scende una massa di ghiaccio
A dissetare avidamente
Quelle arsure
Spegnendo anche il più piccolo
Fuoco d’amore



Foglie ingiallite
E mi passano vicino nuove avventure
Vuote
Nuovi baci e tiepidi bisbigli
Vuoti
Nuove notti di luna profumate
Ma che sono di fronte al tuo amore?
Niente !
Vuoti a perdere
Foglie ingiallite


Qualcosa
Torna sempre nella mente qualcosa
Ritorna quel profumo di mare
Col vento tra i capelli
Torna con una notte di stelle
Qualcosa di amaro
Qualcosa di stupendo
Qualcosa di te



C’era una luce
Dovrei urlare all’infinito
Ti amo
Con la felicità dei miei sedici anni
Non posso farlo
La mia voce è fioca
Il mio cuore ha trent’anni
Ho un bagaglio ormai vuoto dentro
Era illuminato da una luce
Una fiamma viva, splendente
Un secondo, un frammento in più
La fiamma si è spenta
Una lacrima cade a terra
Il mio cuore non è bastato
A tenerla in vita.

Attimi
Odoro l’aria tiepida di luce
Sorprendo il buio della notte
Che scompare insieme te
Attimi
Raccolgo il tuo sguardo nei miei occhi
Umidi e svuotati
Fissi come una fotografia
Attimi
Penetro nella tua anima
Senza calore
Coi capelli mi nascondo il viso
Attimi
E ti penso
E con il pensiero
Rivedo la tua immagine


Solitudine
Solitudine non ti comprendo
E non ti venero
Ma ti cerco
In te mi nascondo
Mi cullo e mi riposo
Se fuori c’è tempesta
Mi riparo sotto le tue ali
Se dentro il mio cuore è in prigione
Mi svincolo nella tua libertà
Se odo troppe parole inutili
Mi rifugio nel tuo silenzio
Solitudine
T’ amo e t’ odio
Sei dolce e sei amara
In quel luogo disabitato
svestito
mi aggrappo al nulla infinito


Ribellione
Sono una ragazza ribelle
Dice mia madre
Non sono la santa
Costruita da lei
Esagerazione di una madre
oppressiva
Voglio solo andare più in là
Camminare da sola
Essere me stessa
Voglio crescere nei miei ideali
Sono una ragazza ribelle
A cui vanno tarpate le ali
Forse ha ragione mia madre
E il mio cuore palpita
In un subbuglio senza fine
Mia cara mammina
Svegliati
Non sono più una bambina





Questi semplici "versi" sono solo alcune "cosette" che scrivevo a sedici anni.

I sedici anni per me hanno rappresentato la svolta, lo svincolamento dalla fanciullezza!

Rileggendo ho risentito le stesse sensazioni di allora !

Mi piace condividerle con voi!





ImageChef Custom Images Nel corso della mia vita ho "scarabocchiato" qua e là pensieri,il più delle volte in versi. Ancora oggi non ho perso "il vizio" di scrivere pensieri che nascono dal profondo, trascendente ed empirico fusi in emozioni che prendono forma... Li offro a voi per condividere insieme i percorsi dell'animo umano...Grazie!!!