La poesia si avvicina alle verità essenziali più della storia.(Platone)

lunedì 3 maggio 2010

Gocce di tristezza


Pensieri incalzanti
Nel vuoto sottostante rimbalzano dentro
Gocce di tristezza a fiotti schizzano
Nè il solco di questo sconosciuto amore
Riempie la vita che ti passa accanto
Nel frastuono smorzato
strappi i fili e chiudi i sensi
vuoi perdere i ricordi
affidarli al vento
che li porterà in alto
e li regalerà alle nuvole peregrine
Tra le braccia del cielo
le gocce di tristezza
scintillano nelle luci d’infinito
le guardi con il vuoto negli occhi
mentre io invano ti cerco
all’orizzonte
tra le macerie degli ultimi sprazzi
di un dolce sole in agonia
vorrei bere avidamente
alla fonte della tristezza
deglutirle tutte
goccia dopo goccia
mentre trema il respiro
e lentamente fluisce
questo amaro silenzio
inesorabile verso il mare
tra le lacere vele d’amore.


sabato 24 aprile 2010

PARTIGIANI

Paura e angoscia della notte serrata
pianto delle donne sulla neve candida
accanto ai corpi dei loro uomini uccisi
il lamento dei lupi nel vento delle tenebre
accerchiati nel suono cupo dello scempio
la brama di speranza dormiva entro l’orrore
Solo le loro bocche chiuse gridavano mute
“il nostro sangue non sia vuoto, rifioriamo
dalla morte nei nostri corpi avvolti
dai teli della patria nostra
alzati e risplendi stirpe
porgi onore ai tuoi morti
figli della terra diletta
batta il vostro cuore dentro il petto”
Con occhi lucidi e cuore in gola,i lupi
attraversarono il fiume in piena
ululando all’impazzata le grida stridule
della speranza oltre l’orrore, lacerato
E il cuore d’improvviso ricominciava a battere


ONORE A TUTTI I PARTIGIANI,AI SOPRAVVISSUTI E A QUELLI CHE HANNO VERSATO IL LORO SANGUE PER FARCI VIVERE IN UN PAESE LIBERO.

ANTIFASCISTA SEMPRE!!!





Questo testo l'ho già pubblicato in questo blog,poco dopo l'apertura di questo spazio
lo ripropongo perchè mi sembra adeguato a celebrare il 25 aprile.
Inoltre "Partigiani", insieme ad un altro testo "Brivido" sempre già pubblicato in questo blog, è stato pubblicato nella sezione inediti di una rivista letteraria "L'ortica" di Forlì nel 2009.
Devo ringraziare per questo bellissimo evento un carissimo amico, Giovanni Spagnoli,che leggendo le mie poesie le ha segnalate alla direzione della rivista.
Giovanni Spagnoli, forlivese di nascita, è uno scrittore di grande esperienza, sia di romanzi, sia di racconti che di teatro. La sua scrittura è viva e spumeggiante, cattura il lettore coinvolgendolo nell'essenza viva dei suoi personaggi. A questo
link trovate il suo ultimo libro
Ho conosciuto Giovanni Spagnoli sul web per la stessa passione politica che ci accumuna. Grazie Giovanni!

La poesia nella rivista"L'Ortica"

domenica 18 aprile 2010

Nube d'aprile



Lente,lente scorrono le ore
Il tempo è inafferrabile
In questo dì di aprile
L’anima geme
Nell’essenza sfrontata
Risale la notte
Lungo il silenzio
Che svela dolci canzoni
Fra gli intimi varchi
Dei miei respiri
Mi sento nube d’aprile
Nella dolce tempesta
Sospinta dal vento
Verso la maestosa vetta
Che lacera e sferza,
Volteggiando nel ciclone
Mi lascio cadere
Nel grembo segreto
Accogliente e sicuro
Senza perimetro
M’ adagio tranquilla
Sbriciolate le ossa
Divento piuma assopita
Nell’assenza di giorni migliori

sabato 10 aprile 2010

Disincanto


La fioca luce
È accesa
Nella mente graffiata
dal tuo amore vano
La gola arsa
ingurgita il dolore
nel ricordo straziante
di giorni strapieni
di gelidi diamanti
E così appare
Il disincanto
Disegnato sul tuo volto
Di marmo
Che la pioggia
Non bagna
Una vita
Un percorso
Tante strade si scorgono
Dalla finestra aperta
Che lascia penetrare
L’odore dell’aurora

martedì 6 aprile 2010

Nuvole


Nel cielo
disfatto
Sostano
le nuvole
A primavera
Sopra
la terra rinata
Nei giardini
di primule
Sulle colline
verdeggianti
in attesa
di andare oltre
il silenzio stanco
del cielo

Nubi
di passaggio
Sospinte
dal vento
in un dolce
soffio
latino
Vanno
in tutte le direzioni
cambiano forme
mutano colore
attenuano il grigio
non hanno regole
sono libere
di sognare
Sono pensieri

venerdì 2 aprile 2010

Amore infinito




E i bimbi sovrani erano
nei tuoi più sommi pensieri.
Popolavano il fulcro del tuo cuore.
Gioco leggiadro nei nebbiosi tunnel
nelle sponde celesti d’incontro
su un confine all’altro della Terra
spalancavi il tuo grande cuore
alle moltitudini di anime in attesa
e sparsi nelle immense folle
gli sguardi dei bimbi cercavano
gli occhi trasparenti del Papa.
Vigoroso amore e tenero calore
alla loro vista smisuratamente elargivi
le tue mani di padre sulle loro piccole teste
i tuoi baci affettuosi sulle loro soffici gote
i lemmi rassicuranti da loro intesi
il gesto d’amore infinito
poscia indelebile nel cuore e negli occhi
dei pargoli scolpito permaneva.
E i bimbi nel fulgido tuo incanto
sempre raggiungevano un porto protetto
la piccola mano nella tua restava
dolcemente avvinghiata.
Ora dalla tua eterna dimora
assiduo il tuo piglio li sfiora
li serra senza fine nel sorriso divino
il tuo protettivo abbraccio immortale
Monito agli uomini lasciasti
a cercare l'amore infinito
negli occhi e nel sorriso
di un bambino
Questo testo l'ho scritto nel 2005 sull'onta di emozione per la scomparsa di Giovanni Paolo II, quasi l'unica figura della Chiesa a cui ho guardato con interesse.
Ultimamente , anche per i recenti fatti venuti fuori, il mio dissenso verso la Chiesa cattolica è aumentato.
Ma voglio ancora illudermi che, almeno lui, Karol Wojtyla, sia stato davvero una figura diversa, al di sopra di tanti prelati che mi fanno solo "rabbrividire".
La pubblico nel quinto anniversario della sua morte e nella speranza che i BAMBINI possano davvero essere in cima ai pensieri di tutti per la loro salvaguardia.
E' sempre brutto quando si fanno cose cattive verso gli uomini, ma quando si toccano i bambini io divento peggio delle "belve".




BUONA PASQUA A TUTTI!

giovedì 25 marzo 2010

Pensieri vaganti


Stendo fra lenzuola stanche
I miei sfiancati pensieri
Volevo riporli nell’armadio
Non sono voluti entrare
Ho provato nel cassetto
accanto al letto
Era già pieno di cianfrusaglie
E li ho lasciati liberi
Mine vaganti nel tempo
Pezzi di vetro in frantumi
Pensieri sconnessi
Pensieri incerti
Pensieri ribelli
Hanno respirato la notte buia
E attraversato i sentieri strozzati
Nella nebbia leggera
Di questi giorni di Marzo
nei giardini vestiti d'erba nuova
e si sono consumati lentamente
come ceri sui sepolcri dipinti
distesi in quel luogo sospeso
senza attesa del tempo
senza fuoco, senza luce
senza tormento
in uno splendido silenzio

giovedì 11 marzo 2010

Pausa o chiusura, non so....

...per crisi "esistenziale"



Senza titolo

Le onde pallide e diafane
bagnate di pioggia
il gelo sul volto brucia la pelle
il vento madido sparge i capelli
la bruma marina ghiaccia gli occhi
Andare a scrutare con illusione
Il mio mare d’inverno
non è servito a dilatare
i pensieri chiusi nel mio limbo
che riporto dentro
nella mente di latta
neppure l'amore del mare mi invade

Esisto senza che io lo sappia
Morirò senza sapere se vivo o esisto
Vortici sotto i piedi annunciano
Brandelli di tedio malfermo
Stanchezza di me stessa
Oggettivamente e soggettivamente
Dalla finestra guardo lassù
Con occhi distesi e asciutti
È uno squarcio nel nero della giornata
Un buco tra le nuvole livide
Estraneo tra le matasse opache
Riflette l’azzurro al di là

lunedì 8 marzo 2010

DONNE


Fioriscono le mimose
Gialle, colore del sole
Che abbraccia i nostri corpi
E riflette occhi di madreperla
Avvolti nella perenne speranza
Di non chiudere i bagagli dei ricordi
Di leggere nuove pagine di vita
In cammino su sentieri sicuri
Dopo le lunghe strade tortuose
Di dolore a piedi nudi
Divine creature ci hanno chiamate
I grandi poeti nelle liriche d’amore
Donne, compagne di vita
Donne, generatrici di vita
Donne, sussurri di vita
Essenze tra l’etereo e il terreno
Timide e vivaci
Decise e insicure
Riflessive e spontanee
Angeli e demoni
Un alito di vento risveglia
Antiche malinconie
E scintille di felicità
Raccoglieremo ancora
Nel giardino odoroso
Le rose con le spine
E sulla soglia sparsi
I petali dei nostri fragili giorni
Spazzati dal vortice profondo
Profumato dal nostro coraggio
E ci vestiremo di giallo
E con la mimosa nei capelli
Sapremo trovare nuovi accordi
E cantare canzoni al cielo
In una nuova primavera





La parola donna deriva dal latino ed è una forma abbreviata della parola "domina", cioè padrona. FIno agli inizi del Trecento, per dire Donna si usava il termine "Femmina", ma poi in Toscana invalse l'uso di "donna" e da lì il termine si diffuse in tutta Italia.

La festa dell' 8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di un'industria tessile di New York fece sciopero per protestare contro le terribili condizioni lavorative. L'8 marzo la proprietà dell'Azienda bloccò le uscite della fabbrica per impedire l'uscita. Si sviluppò all'interno un incendio che uccise 129 operaie di cui alcune anche italiane immigrate in America. Questa data è diventata dunque il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nei secoli.
Pertanto non facciamo di questa "festa" l'ennesima festa del consumismo o,peggio,come un giorno in cui la donna si sente al pari dell'uomo...Noi dobbiamo conservare la nostra femminilità e la nostra dignità sempre, in ogni momento dell'anno, non solo l'8 marzo. Che sia questo, invece un giorno per riflettere più a fondo sulla nostra condizione e su quella di milioni di donne sparse in tutto il mondo. E che sia un giorno dal quale ripartire per continuare a mostrare tutta la nostra forza, tutta la nostra intelligenza, tutto il nostro coraggio.
Ed oggi, soprattutto nel nostro Paese,ce ne è più bisogno che nel passato.
E sapete tutti perchè.

mercoledì 3 marzo 2010

Chimica dell'amore


L’Amore è anche
questione di chimica
Gli odori stimolano
Si attraggono
Si mescolano
Fragranze fiutate
Fragranze innamorate
Cocktail neurochimici
Catturano di splendore
L'attimo fuggente del cuore
E accendono il momento
Dell'amore nascente
Così. Magicamente…
All’interno dell’ampolla
Nel laboratorio che assimila
Atmosfere roventi
Di passioni, fuochi ardenti
Conditi da musiche suadenti

ImageChef Custom Images Nel corso della mia vita ho "scarabocchiato" qua e là pensieri,il più delle volte in versi. Ancora oggi non ho perso "il vizio" di scrivere pensieri che nascono dal profondo, trascendente ed empirico fusi in emozioni che prendono forma... Li offro a voi per condividere insieme i percorsi dell'animo umano...Grazie!!!