Emozioni e sentimenti, vita e libertà,società e riflessioni.
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La poesia si avvicina alle verità essenziali più della storia.(Platone)
Pensieri incalzanti Nel vuoto sottostante rimbalzano dentro Gocce di tristezza a fiotti schizzano Nè il solco di questo sconosciuto amore Riempie la vita che ti passa accanto Nel frastuono smorzato strappi i fili e chiudi i sensi vuoi perdere i ricordi affidarli al vento che li porterà in alto e li regalerà alle nuvole peregrine Tra le braccia del cielo le gocce di tristezza scintillano nelle luci d’infinito le guardi con il vuoto negli occhi mentre io invano ti cerco all’orizzonte tra le macerie degli ultimi sprazzi di un dolce sole in agonia vorrei bere avidamente alla fonte della tristezza deglutirle tutte goccia dopo goccia mentre trema il respiro e lentamente fluisce questo amaro silenzio inesorabile verso il mare tra le lacere vele d’amore.
Paura e angoscia della notte serrata pianto delle donne sulla neve candida accanto ai corpi dei loro uomini uccisi il lamento dei lupi nel vento delle tenebre accerchiati nel suono cupo dello scempio la brama di speranza dormiva entro l’orrore Solo le loro bocche chiuse gridavano mute “il nostro sangue non sia vuoto, rifioriamo dalla morte nei nostri corpi avvolti dai teli della patria nostra alzati e risplendi stirpe porgi onore ai tuoi morti
figli della terra diletta
batta il vostro cuore dentro il petto” Con occhi lucidi e cuore in gola,i lupi attraversarono il fiume in piena ululando all’impazzata le grida stridule della speranza oltre l’orrore, lacerato E il cuore d’improvviso ricominciava a battere
ONORE A TUTTI I PARTIGIANI,AI SOPRAVVISSUTI E A QUELLI CHE HANNO VERSATO IL LORO SANGUE PER FARCI VIVERE IN UN PAESE LIBERO.
ANTIFASCISTA SEMPRE!!!
Questo testo l'ho già pubblicato in questo blog,poco dopo l'apertura di questo spazio lo ripropongo perchè mi sembra adeguato a celebrare il 25 aprile. Inoltre "Partigiani", insieme ad un altro testo "Brivido" sempre già pubblicato in questo blog, è stato pubblicato nella sezione inediti di una rivista letteraria "L'ortica" di Forlì nel 2009. Devo ringraziare per questo bellissimo evento un carissimo amico, Giovanni Spagnoli,che leggendo le mie poesie le ha segnalate alla direzione della rivista. Giovanni Spagnoli, forlivese di nascita, è uno scrittore di grande esperienza, sia di romanzi, sia di racconti che di teatro. La sua scrittura è viva e spumeggiante, cattura il lettore coinvolgendolo nell'essenza viva dei suoi personaggi. A questo link trovate il suo ultimo libro Ho conosciuto Giovanni Spagnoli sul web per la stessa passione politica che ci accumuna. Grazie Giovanni!
Lente,lente scorrono le ore Il tempo è inafferrabile In questo dì di aprile L’anima geme Nell’essenza sfrontata Risale la notte Lungo il silenzio Che svela dolci canzoni Fra gli intimi varchi Dei miei respiri Mi sento nube d’aprile Nella dolce tempesta Sospinta dal vento Verso la maestosa vetta Che lacera e sferza, Volteggiando nel ciclone Mi lascio cadere Nel grembo segreto Accogliente e sicuro Senza perimetro M’ adagio tranquilla Sbriciolate le ossa Divento piuma assopita Nell’assenza di giorni migliori
La fioca luce È accesa Nella mente graffiata dal tuo amore vano La gola arsa ingurgita il dolore nel ricordo straziante di giorni strapieni di gelidi diamanti E così appare Il disincanto Disegnato sul tuo volto Di marmo Che la pioggia Non bagna Una vita Un percorso Tante strade si scorgono Dalla finestra aperta Che lascia penetrare L’odore dell’aurora
Nel cielo disfatto Sostano le nuvole A primavera Sopra la terra rinata Nei giardini di primule Sulle colline verdeggianti in attesa di andare oltre il silenzio stanco del cielo
Nubi di passaggio Sospinte dal vento in un dolce soffio latino Vanno in tutte le direzioni cambiano forme mutano colore attenuano il grigio non hanno regole sono libere di sognare Sono pensieri
E i bimbi sovrani erano nei tuoi più sommi pensieri. Popolavano il fulcro del tuo cuore. Gioco leggiadro nei nebbiosi tunnel nelle sponde celesti d’incontro su un confine all’altro della Terra spalancavi il tuo grande cuore alle moltitudini di anime in attesa e sparsi nelle immense folle gli sguardi dei bimbi cercavano gli occhi trasparenti del Papa. Vigoroso amore e tenero calore alla loro vista smisuratamente elargivi le tue mani di padre sulle loro piccole teste i tuoi baci affettuosi sulle loro soffici gote i lemmi rassicuranti da loro intesi il gesto d’amore infinito poscia indelebile nel cuore e negli occhi dei pargoli scolpito permaneva. E i bimbi nel fulgido tuo incanto sempre raggiungevano un porto protetto la piccola mano nella tua restava dolcemente avvinghiata. Ora dalla tua eterna dimora assiduo il tuo piglio li sfiora li serra senza fine nel sorriso divino il tuo protettivo abbraccio immortale
Monito agli uomini lasciasti
a cercare l'amore infinito
negli occhi e nel sorriso
di un bambino
Questo testo l'ho scritto nel 2005 sull'onta di emozione per la scomparsa di Giovanni Paolo II, quasi l'unica figura della Chiesa a cui ho guardato con interesse. Ultimamente , anche per i recenti fatti venuti fuori, il mio dissenso verso la Chiesa cattolica è aumentato. Ma voglio ancora illudermi che, almeno lui, Karol Wojtyla, sia stato davvero una figura diversa, al di sopra di tanti prelati che mi fanno solo "rabbrividire". La pubblico nel quinto anniversario della sua morte e nella speranza che i BAMBINI possano davvero essere in cima ai pensieri di tutti per la loro salvaguardia. E' sempre brutto quando si fanno cose cattive verso gli uomini, ma quando si toccano i bambini io divento peggio delle "belve".
Stendo fra lenzuola stanche I miei sfiancati pensieri Volevo riporli nell’armadio Non sono voluti entrare Ho provato nel cassetto accanto al letto Era già pieno di cianfrusaglie E li ho lasciati liberi Mine vaganti nel tempo Pezzi di vetro in frantumi Pensieri sconnessi Pensieri incerti Pensieri ribelli Hanno respirato la notte buia E attraversato i sentieri strozzati Nella nebbia leggera Di questi giorni di Marzo nei giardini vestiti d'erba nuova e si sono consumati lentamente come ceri sui sepolcri dipinti distesi in quel luogo sospeso senza attesa del tempo senza fuoco, senza luce senza tormento in uno splendido silenzio
Le onde pallide e diafane bagnate di pioggia il gelo sul volto brucia la pelle il vento madido sparge i capelli la bruma marina ghiaccia gli occhi Andare a scrutare con illusione Il mio mare d’inverno non è servito a dilatare i pensieri chiusi nel mio limbo che riporto dentro nella mente di latta neppure l'amore del mare mi invade
Esisto senza che io lo sappia Morirò senza sapere se vivo o esisto Vortici sotto i piedi annunciano Brandelli di tedio malfermo Stanchezza di me stessa Oggettivamente e soggettivamente Dalla finestra guardo lassù Con occhi distesi e asciutti È uno squarcio nel nero della giornata Un buco tra le nuvole livide Estraneo tra le matasse opache Riflette l’azzurro al di là
Fioriscono le mimose Gialle, colore del sole Che abbraccia i nostri corpi E riflette occhi di madreperla Avvolti nella perenne speranza Di non chiudere i bagagli dei ricordi Di leggere nuove pagine di vita In cammino su sentieri sicuri Dopo le lunghe strade tortuose
Di dolore a piedi nudi Divine creature ci hanno chiamate I grandi poeti nelle liriche d’amore Donne, compagne di vita Donne, generatrici di vita Donne, sussurri di vita Essenze tra l’etereo e il terreno Timide e vivaci Decise e insicure Riflessive e spontanee Angeli e demoni Un alito di vento risveglia Antiche malinconie E scintille di felicità Raccoglieremo ancora Nel giardino odoroso Le rose con le spine E sulla soglia sparsi I petali dei nostri fragili giorni Spazzati dal vortice profondo Profumato dal nostro coraggio E ci vestiremo di giallo E con la mimosa nei capelli Sapremo trovare nuovi accordi E cantare canzoni al cielo In una nuova primavera
La parola donna deriva dal latino ed è una forma abbreviata della parola "domina", cioè padrona. FIno agli inizi del Trecento, per dire Donna si usava il termine "Femmina", ma poi in Toscana invalse l'uso di "donna" e da lì il termine si diffuse in tutta Italia.
La festa dell' 8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di un'industria tessile di New York fece sciopero per protestare contro le terribili condizioni lavorative. L'8 marzo la proprietà dell'Azienda bloccò le uscite della fabbrica per impedire l'uscita. Si sviluppò all'interno un incendio che uccise 129 operaie di cui alcune anche italiane immigrate in America. Questa data è diventata dunque il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nei secoli. Pertanto non facciamo di questa "festa" l'ennesima festa del consumismo o,peggio,come un giorno in cui la donna si sente al pari dell'uomo...Noi dobbiamo conservare la nostra femminilità e la nostra dignità sempre, in ogni momento dell'anno, non solo l'8 marzo. Che sia questo, invece un giorno per riflettere più a fondo sulla nostra condizione e su quella di milioni di donne sparse in tutto il mondo. E che sia un giorno dal quale ripartire per continuare a mostrare tutta la nostra forza, tutta la nostra intelligenza, tutto il nostro coraggio. Ed oggi, soprattutto nel nostro Paese,ce ne è più bisogno che nel passato. E sapete tutti perchè.
L’Amore è anche questione di chimica Gli odori stimolano Si attraggono Si mescolano Fragranze fiutate Fragranze innamorate Cocktail neurochimici Catturano di splendore L'attimo fuggente del cuore E accendono il momento Dell'amore nascente Così. Magicamente… All’interno dell’ampolla Nel laboratorio che assimila Atmosfere roventi Di passioni, fuochi ardenti Conditi da musiche suadenti
Nel corso della mia vita ho "scarabocchiato" qua e là pensieri,il più delle volte in versi.Ancora oggi non ho perso "il vizio" di scrivere pensieri che nascono dal profondo, trascendente ed empirico fusi in emozioni che prendono forma...
Li offro a voi per condividere insieme i percorsi dell'animo umano...Grazie!!!